
La Sardegna conquista il cuore della Puglia e del cinema italiano. Nella cornice prestigiosa del Teatro Petruzzelli, il Bif&st 2026 ha incoronato "Su Maistu" come miglior opera della sezione dedicata al cinema nazionale. Il film, firmato dal pluripremiato regista cagliaritano Gianfranco Cabiddu, è un omaggio potente e poetico a Luigi Lai, leggendario maestro delle launeddas che, a 93 anni, continua a essere l'anima vibrante della musica tradizionale isolana.
La giuria popolare, presieduta dalla regista Alessandra Lancellotti, non ha avuto dubbi nell’assegnare il riconoscimento a un’opera che trascende il semplice documentario per farsi memoria collettiva e arte pura.

La giuria ha voluto sottolineare la capacità del film di catturare l'essenza di uno degli strumenti più antichi del Mediterraneo. Nella motivazione del premio si legge: "Un'opera che esplora la vita di Luigi Lai, capace di trasformare la respirazione circolare in una catarsi collettiva. La trasmissione orale di un’antica saggezza viene sublimata dal cinema, che qui assolve al suo ruolo più alto: conservare i beni immateriali dell’umanità."
Per Cabiddu, già vincitore del David di Donatello e del Globo d’Oro nel 2017 per "La stoffa dei sogni", si tratta di un'ulteriore conferma della sua capacità di raccontare l'identità sarda con un linguaggio universale.
Il protagonista, Luigi Lai, è molto più di un musicista: è il caposcuola che ha traghettato le canne palustri della tradizione sarda sui palcoscenici internazionali. Grazie alla sua instancabile attività e alle collaborazioni con star della musica mondiale, Lai ha inserito il suono ancestrale delle launeddas in produzioni discografiche che hanno fatto epoca, rendendo lo strumento comprensibile e amato a ogni latitudine.
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