
Il fascino intramontabile della prima "Bond Girl" della storia finisce al centro di un’intricata e dolorosa vicenda giudiziaria. La Guardia di Finanza di Firenze ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo che colpisce un patrimonio dal valore stimato di 20 milioni di euro, riconducibile alla celebre attrice Ursula Andress, oggi novantenne.
L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) del capoluogo toscano, punta a congelare quello che gli inquirenti considerano il profitto di una sistematica operazione di riciclaggio e autoriciclaggio ai danni dell'icona del cinema.

Il caso è esploso a seguito delle denunce presentate dalla stessa Andress presso le autorità del Cantone di Vaud, in Svizzera. L’attrice aveva segnalato una progressiva e inspiegabile "emorragia" del proprio patrimonio, un depauperamento che — secondo l'impianto accusatorio — sarebbe stato orchestrato proprio da chi avrebbe dovuto proteggere le sue finanze.
Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della GdF è riuscito a ricostruire l'intera filiera del denaro sporco attraverso il cosiddetto "paper trail": un'analisi documentale e bancaria avanzata che permette di seguire le tracce lasciate dai flussi finanziari. Gli inquirenti hanno così accertato come le somme distratte dai conti dell'attrice siano state progressivamente reimpiegate per acquistare e gestire asset di lusso in Toscana.

Il cuore del sequestro si trova nelle colline di San Casciano in Val di Pesa, dove i militari hanno messo i sigilli a un complesso immobiliare di altissimo pregio: 11 immobili di lusso, inclusa la storica tenuta di Palazzo al Bosco, nota per essere un centro dedicato alla cultura contemporanea; 14 terreni, un'area di 18 ettari caratterizzata da vigne e uliveti secolari. Opere d'arte: diverse tele di valore raccolte all'interno della villa.
L'inchiesta scava nei rapporti tra l'attrice e i suoi ex fiduciari. Sotto la lente della DDA è finita la vedova di Eric Freymond, l'ex gestore patrimoniale della Andress, morto suicida nel 2025. La donna è ora indagata per riciclaggio e autoriciclaggio, sospettata di aver partecipato al reimpiego dei proventi della truffa nel complesso immobiliare toscano.
Parallelamente, le autorità svizzere stanno procedendo contro altri due professionisti, accusati di truffa aggravata. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il denaro sottratto a Ursula Andress sarebbe servito non solo a mantenere lo sfarzo della tenuta di San Casciano, ma anche a foraggiare una serie di investimenti in beni di lusso che fungevano da "lavatrice" per i capitali illeciti.
@Redazione Sintony News