
A poche ore dall'addio privato al grande cantautore, si accendono i riflettori sul consistente patrimonio lasciato da Gino Paoli, scomparso il 24 marzo a 91 anni. Tra diritti d'autore destinati a produrre reddito per decenni, proprietà immobiliari e partecipazioni societarie, la stima complessiva dell'asse ereditario oscilla tra i 20 e i 25 milioni di euro.
Una fortuna costruita in oltre sessant'anni di carriera, che ora dovrà essere ripartita tra i familiari secondo le rigide norme del Codice Civile, salvo l'esistenza di un testamento non ancora reso noto.
Il cuore finanziario dell'impero Paoli risiede in una società dal nome evocativo: la Senza Fine Srl. Fondata proprio per gestire l'attività editoriale e i beni dell'artista, la società rappresenta una vera e propria cassaforte.
Secondo le analisi dei bilanci riportate da Il Messaggero, la Srl vanta: ricavi annui tra i 600mila e gli 800mila euro, derivanti da royalty e diritti.
Patrimonio netto: circa 2,7 milioni di euro.
Liquidità: 900mila euro pronti all'uso.
A queste cifre si somma il flusso costante proveniente dalla SIAE. Brani immortali come "Sapore di sale" e "Il cielo in una stanza" continuano a generare tra i 450mila e i 550mila euro l'anno. Un tesoro destinato a crescere, poiché la legge sul diritto d'autore garantisce i proventi agli eredi per ben 70 anni dopo la morte dell'autore.
L'eredità non è fatta solo di spartiti. Paoli ha investito gran parte dei suoi guadagni nel mattone, privilegiando la sua amata Liguria. Nel "pacchetto" rientrano: la storica villa di Genova nel Quartiere Azzurro, diversi investimenti immobiliari sul territorio ligure e il vitalizio parlamentare: un assegno mensile superiore ai 2.000 euro, maturato grazie al mandato da deputato indipendente (nelle liste del PCI) tra il 1987 e il 1992.
In assenza di disposizioni testamentarie diverse, la legge italiana parla chiaro. Il patrimonio verrà così suddiviso: a Paola Penzo (moglie) spetta la quota di un terzo, i restanti due terzi andranno ai figli Amanda, Nicolò, Tommaso e Francesco.
Per quanto riguarda il primogenito Giovanni, deceduto prematuramente nel 2025, la sua quota passerà per "rappresentanza" alla figlia Olivia, nipote del cantautore.
Oltre al valore economico, resta l'eredità immateriale: i diritti "secondari" legati all'uso delle canzoni in oltre 20 produzioni cinematografiche internazionali, che manterranno il nome di Gino Paoli vivo nelle sale di tutto il mondo ancora per lungo tempo.
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