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25 Marzo 2026

L’ultimo desiderio di Gino Paoli: un addio privato lontano dai riflettori

Le esequie si terranno, con ogni probabilità, nella giornata di domani, giovedì 26 marzo

Il sipario cala in silenzio, proprio come lui avrebbe voluto. La morte di Gino Paoli, avvenuta ieri all'età di 91 anni, ha lasciato un vuoto incolmabile nella cultura italiana, ma il "maestro" della scuola genovese uscirà di scena senza clamore. La famiglia del cantautore ha infatti annunciato che non ci sarà alcuna camera ardente pubblica né cerimonie solenni trasmesse in mondovisione.

Il desiderio della moglie Paola Penzo e dei figli Giovanni, Amanda, Nicolò e Tommaso è categorico: l’ultimo saluto deve essere intimo, discreto e rigorosamente lontano dalle telecamere e dalle passerelle di volti noti.

Le esequie si terranno, con ogni probabilità, nella giornata di domani, giovedì 26 marzo 2026. Il luogo della cerimonia resta, per volontà dei congiunti, assolutamente segreto. Nonostante Paoli fosse nato tecnicamente a Monfalcone (dove la madre si era rifugiata solo per il parto), è a Genova che ha radicato la sua anima e la sua arte.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

È proprio tra i carruggi e il mare della Superba che si svolgerà l'ultimo atto di una vita vissuta tra "il cielo in una stanza" e il "sapore di sale". La città che lo ha visto crescere e diventare il pilastro della canzone d'autore, insieme ad amici come De André e Tenco, lo riabbraccerà per l'ultima volta in forma strettamente privata.

Mentre la famiglia si chiude nel silenzio, il mondo della musica e della cultura si è riversato sui social per rendere omaggio a un artista immenso. Tra i messaggi più toccanti spicca quello di Mogol, amico storico e collega paroliere:

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

“Mi dispiace immensamente. Era un caro amico, molto, molto caro. È stato un grandissimo autore e compositore. Oltre alla sua bravura come interprete, vorrei che fosse ricordato soprattutto come un autore di primo piano”.

Non sono mancati i tributi da parte di intere generazioni di musicisti che hanno visto in Paoli un punto di riferimento ineludibile per la capacità di tradurre l'esistenzialismo in melodia popolare.

Con la scomparsa di Gino Paoli si chiude definitivamente il capitolo della Scuola Genovese, quella fucina di talenti che negli anni '60 cambiò le regole della musica leggera italiana, introducendo la poesia e il realismo nei testi. La scelta della famiglia di evitare il "clamore che gli spetterebbe" è l'ultimo atto di coerenza di un uomo che, pur avendo cantato i sentimenti di tutti, ha sempre custodito con gelosia la propria dimensione umana.

 

 

 

@Redazione Sintony News