
Non accenna a placarsi l'ondata di tensione attorno alla vicenda della famiglia neorurale dell'Abruzzo, arrivando a lambire direttamente l'incolumità dei magistrati coinvolti. La vigilanza nei confronti di Cecilia Angrisano, Presidente del Tribunale per i minorenni dell'Aquila, è stata ufficialmente potenziata a seguito di una preoccupante escalation di minacce e attacchi personali, concentratisi soprattutto sulle piattaforme social.
La magistrata, che già beneficiava di misure di protezione per via del suo incarico istituzionale, è finita nel mirino di numerosi utenti dopo aver firmato l'ordinanza che ha sospeso la responsabilità genitoriale di Nathan e Catherine, disponendo il trasferimento dei loro tre figli in una struttura protetta.

In risposta al clima di ostilità, la stessa Angrisano e il Procuratore David Mancini hanno diffuso una nota congiunta per fare chiarezza sulla linea d'azione del tribunale. Nel documento, i vertici della giustizia minorile aquilana rivendicano la correttezza delle procedure, ribadendo che: Ogni decisione è ispirata esclusivamente alla tutela dei diritti dei bambini, principio cardine dell'ordinamento.

Il recente allontanamento della madre dalla casa-famiglia rientra in un quadro di valutazioni tecniche mirate al benessere dei piccoli.
I magistrati hanno espresso forte preoccupazione per la deriva che il dibattito pubblico ha assunto nelle ultime settimane. Nella nota si fa esplicito riferimento a commenti definiti "aggressivi e non continenti", circolati in rete e sui social network, che rischiano di inquinare la serenità necessaria per gestire un caso così delicato.
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