
Un paradiso naturale trasformato, per un post sui social, nel "volto" della criminalità organizzata. È scoppiata una durissima polemica a Baunei dopo che la pagina "Parliamo di mafia", curata da Tommaso Ricciardelli, ha pubblicato un approfondimento sulla presunta presenza della mafia cinese in Sardegna utilizzando come immagine di copertina la celebre spiaggia di Cala Goloritzé.
La reazione dell'amministrazione comunale non si è fatta attendere. Il sindaco Stefano Monni ha espresso "stupore e sdegno", inviando una formale diffida all'autore del post per l'accostamento, ritenuto gravissimo e infondato, tra il territorio ogliastrino e fenomeni mafiosi.

Nel post incriminato, Ricciardelli analizza le infiltrazioni della criminalità cinese nell'Isola, parlando di reati economici e attività di copertura emerse in diverse indagini negli ultimi venticinque anni. Tuttavia, a fare da sfondo a queste analisi sulla "Mafia cinese in Sardegna" (scritta a caratteri cubitali sulla foto), compare proprio lo scatto della perla del Golfo di Orosei, che nel 2025 è stata insignita del prestigioso titolo di spiaggia più bella del mondo.
"Sino ad oggi abbiamo assistito a "furti" di immagine, chiedendone conto ai responsabili — ha dichiarato il sindaco Monni —. Ma oggi dobbiamo diffidare chi ha associato il fenomeno mafioso a Cala Goloritzé. Chiediamo l'immediata rimozione dell'immagine e formali scuse alla comunità baunese".

Per il primo cittadino, l'uso surrettizio della foto di Cala Goloritzé offende profondamente un'intera comunità che ha fatto della tutela ambientale e della legalità il proprio biglietto da visita internazionale. Il sindaco ha ribadito con forza l'invito a non accostare mai più il nome o le bellezze di Baunei a qualsivoglia fatto criminoso.
@Redazione Sintony News