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5 Marzo 2026

Sardegna, barriere architettoniche: solo tre capoluoghi su dodici sono in regola

In Sardegna solo 3 capoluoghi su 12 hanno approvato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche con delibera del Consiglio comunale, come previsto dalla legge del 1986

In Sardegna solo 3 capoluoghi su 12 hanno approvato il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche con delibera del Consiglio comunale, come previsto dalla legge del 1986. È quanto emerge dall’indagine dell’Associazione Luca Coscioni che, a quarant’anni dall’introduzione dell’obbligo dei PEBA con la Legge 28 febbraio 1986 n. 41, ha monitorato lo stato di attuazione nei Comuni capoluogo italiani per verificare quanto il Paese sia ancora distante dai principi di accessibilità e inclusione previsti dalla Convenzione Onu e dalla Costituzione.

In Sardegna risultano in regola Iglesias, che ha approvato il PEBA con delibera del Consiglio comunale n. 43 del 2025, Oristano, con delibera n. 57 del 2025, e Tortolì, con delibera n. 40 del 2025. Nuoro ha adottato il PEBA con delibera della Giunta comunale n. 172 del 2025, ma il Piano dovrà ora essere approvato dal Consiglio comunale. Sassari risulta in fase di realizzazione del PEBA: con delibera di Giunta comunale n. 107 del 2025 è stato istituito il gruppo di lavoro e con delibera n. 231 del 2025 è stato promosso il documento di indirizzo per la redazione del Piano relativo all’infrastruttura stradale.

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Nessuna informazione disponibile invece per Cagliari e Carbonia, che non hanno risposto alle richieste di accesso agli atti promosse dall’Associazione, e per Lanusei, Olbia, Sanluri, Tempio Pausania e Villacidro, dove sui siti istituzionali e nelle sezioni Amministrazione trasparente non risultano informazioni relative al PEBA.

Il quadro regionale mostra dunque una situazione fortemente arretrata, con la maggioranza dei capoluoghi che non ha ancora adottato lo strumento previsto dalla legge da quarant’anni o che non garantisce trasparenza su un Piano fondamentale per l’accessibilità.

A livello nazionale, dal monitoraggio su 118 Comuni capoluogo, esclusa Roma dove la competenza è in capo ai Municipi, emerge che 43 Comuni pari al 36,4 per cento hanno approvato un PEBA con delibera di Consiglio comunale, 16 pari al 13,6 per cento hanno un Piano non ancora approvato o strumenti alternativi non previsti dalla normativa, 25 pari al 21,2 per cento sono in fase di redazione e 34 pari al 28,8 per cento risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili. Secondo l’Associazione questi dati, già critici nei capoluoghi che in teoria dispongono di maggiori risorse tecniche e amministrative, indicano una realtà ancora più arretrata nel resto del Paese: si stima che solo circa il 15 per cento dei Comuni italiani abbia davvero adottato un PEBA e l’effettiva realizzazione degli interventi previsti rappresenta una criticità ulteriore e largamente irrisolta.

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“Dal corpo delle persone al cuore della politica: nei tribunali abbiamo conquistato un vero e proprio diritto ai PEBA – dichiara l’Avv. Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e legale che segue le iniziative dell’Associazione sull’accessibilità –. In questi anni abbiamo affrontato casi concreti di discriminazione. La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza dei PEBA non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti. Possiamo dirlo con chiarezza: grazie alle nostre iniziative si è costruito un vero e proprio diritto ai PEBA, come dimostrano i provvedimenti emessi dai Tribunali, sia in sede civile che amministrativa, con i quali i Comuni di Catania, Santa Marinella e Pomezia sono stati condannati ad adottare il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche in tempi certi”.

«A quarant’anni dalla legge istitutiva dei PEBA, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali dichiara Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti delle persone con disabilità –. Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità. L’Associazione Luca Coscioni continuerà a operare non solo perché venga rispettata la legge, ma anche perché il tema dell’accessibilità si imponga finalmente come una questione culturale, prima ancora che amministrativa. È impressionante constatare come ancora oggi nuove costruzioni ignorino principi basilari di progettazione inclusiva. Ci auguriamo di non dover aspettare altri quarant’anni perché l’accessibilità diventi una realtà effettiva e non solo un obbligo scritto sulla carta».

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Come è stata svolta l’indagine – L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni sui PEBA nei comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo, con particolare attenzione alla sezione “Amministrazione trasparente” (provvedimenti e strumenti di pianificazione); accessi agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni online. L’indagine rimane aperta: l’Associazione invita amministrazioni, cittadine e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate a info@associazionelucacoscioni.it

 

 

 @Redazione Sintony News