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2 Marzo 2026

Conflitto in Medio Oriente: escalation tra Stati Uniti, Iran e Israele

Teheran senza corrente, bombardamenti su più fronti e timori di ulteriori offensive

Attacchi e bombardamenti su larga scala

Il conflitto si estende e assume contorni sempre più gravi. L'esercito israeliano ha intensificato i bombardamenti su Teheran, creando quella che in ambito militare viene definita la “cintura di fuoco” su obiettivi strategici del regime. Sono stati colpiti il quartier generale politico, le sedi della pubblica sicurezza, le stazioni di polizia e i sistemi di difesa antiaerea. La capitale iraniana è priva di corrente e presenta danni estesi alle infrastrutture.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Negli ultimi due giorni, Israele ha sganciato oltre 2.300 munizioni sull’Iran, mentre gli Stati Uniti ne hanno impiegate circa 1.500. Tre caccia F-15 statunitensi sono stati abbattuti accidentalmente in Kuwait; i sei piloti si sono eiettati e risultano salvi, mentre un quarto militare americano è deceduto nelle operazioni. Intercettati due droni diretti verso la base britannica a Cipro, la Grecia ha inviato due fregate e due F-16 per rinforzare la difesa dell’isola.

Parallelamente proseguono i raid israeliani in Libano. Le borse europee hanno aperto in calo, con pesanti perdite per i titoli delle compagnie aeree, mentre i prezzi di petrolio e gas sono in forte aumento.

 

Iran: appello del governo e vittime dei raid

Il governo iraniano ha invitato la popolazione a radunarsi questa sera in vari quartieri di Teheran per sostenere la Repubblica Islamica e rendere omaggio alla defunta Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso sabato dai raid aerei statunitensi. L’invito, trasmesso dalla televisione di Stato, arriva nel terzo giorno di bombardamenti su larga scala.

Secondo i media locali, la moglie di Khamenei è morta in seguito alle ferite riportate nei raid precedenti. La Mezzaluna Rossa segnala 555 vittime dall’inizio del conflitto.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Posizione e dichiarazioni degli Stati Uniti

Il presidente Donald Trump non esclude l’invio di truppe in Iran: «Ci saranno se necessario”, ha dichiarato in un’intervista al New York Post, precisando che l’operazione Epic Fury procede “molto in anticipo sui tempi previsti».

In un’intervista alla Cnn, Trump ha affermato: «Stiamo massacrando l’Iran. La grande ondata non è ancora iniziata, ma arriverà presto». La Casa Bianca ha confermato che il presidente parlerà dell’Iran alle 17 ora italiana.

Pete Hegseth, dal Pentagono, ha dichiarato che la guerra non è stata concepita per un cambio di regime, anche se ha aggiunto che «il regime è di fatto cambiato». Il generale Dan Caine ha annunciato l’arrivo di nuove forze, continuando il flusso di rinforzi sul terreno.

Immagine di copertinaAGF

Intensificazione dei fronti secondari

In Libano, l’Idf ha ucciso a Beirut il capo dell’intelligence di Hezbollah, mentre proseguono i raid nel sud del Paese, con 31 morti e 149 feriti. Migliaia di civili hanno lasciato Beirut e le zone meridionali. Esplosioni sono state registrate anche a Gerusalemme, Dubai e Doha a seguito dei raid iraniani.

Verso Cipro, due droni diretti contro una base britannica sono stati intercettati; i media libanesi li attribuiscono a Hezbollah. La Grecia ha inviato due fregate e due F-16 per rafforzare la difesa dell’isola, mentre Parigi ha smentito il dispiegamento della portaerei Charles de Gaulle, pur dichiarandosi pronta a contribuire alla protezione dei Paesi del Golfo.

Sul fronte diplomatico, Vladimir Putin ha avuto un colloquio con l’emiro del Qatar, e la presidenza dell’Unione Europea ha rinviato la riunione dei ministri degli Affari europei prevista a Cipro. Il direttore dell’Aiea, Rafael Grossi, ha segnalato il rischio di possibili emissioni radioattive dai raid su siti iraniani sensibili, aumentando la preoccupazione internazionale.

 

Letizia Demontis