
Il Festival di Sanremo non è stato soltanto canzoni: l’edizione 2026, conclusa con la vittoria di Sal Da Vinci, ha regalato anche una lunga serie di episodi inattesi, trasformati nel giro di poche ore in meme e discussioni sui social. Tra refusi clamorosi, tecnologia controversa, inconvenienti tecnici e apparizioni sorprendenti, il palco dell’Ariston si è trasformato in un palcoscenico di scene destinate a restare nella memoria collettiva.
Il refuso che ha fatto il giro del web
Durante la prima serata, sugli schermi del Teatro Ariston è comparsa una scritta destinata a diventare iconica per le ragioni sbagliate: “REPUPPLICA”. La storica testata La Repubblica si è ritrovata ribattezzata in diretta nazionale con una doppia “p” di troppo. In pochi minuti, l’errore grafico ha invaso le piattaforme digitali, diventando un meme virale. Ancora una volta, la kermesse ha dimostrato come basti una sola lettera fuori posto per conquistare i trend di X.
L’intelligenza artificiale che ha diviso il pubblico
Sanremo 2026 era stato presentato come il primo Festival impreziosito dall’uso dell’intelligenza artificiale, simbolo di innovazione e apertura al futuro. Tuttavia, l’esperimento non ha prodotto l’effetto sperato. Nel corso della serata inaugurale, sulle note di Papaveri e Papere di Nilla Pizzi, la regia Rai ha trasmesso uno sketch realizzato con l’IA da TIM. L’idea era quella di trasformare pubblico e conduttore in papere e anatroccoli, in una suggestione visiva legata alla storia della musica italiana.
L’esito, però, è stato ben diverso: volti deformati, becchi sovrapposti e proporzioni innaturali hanno generato una sequenza giudicata inquietante da molti spettatori. Invece di stupire, l’effetto ha suscitato ironia e paragoni impietosi con filtri amatoriali di qualche anno fa. Sul web, qualcuno ha richiamato alla memoria le prime sperimentazioni dell’IA, che mostravano figure irriconoscibili, come un improbabile Will Smith intento a divorare un piatto di spaghetti.
Laura Pausini e il microfono “ribelle”
Nemmeno una star internazionale come Laura Pausini è stata immune agli imprevisti. Nella serata d’apertura, la co-conduttrice era convinta di parlare nel levalier, senza accorgersi che il microfono attivo fosse invece quello gelato che teneva in mano. La scena, dal doppio senso involontario, è diventata immediatamente virale.
Durante la serata delle cover, un altro episodio ha attirato l’attenzione: Carolina Bubbico ha chiesto di essere chiamata “maestra” anziché “maestro” nella tradizionale formula “Dirige l’orchestra il maestro”, riportando il tema del linguaggio inclusivo sotto i riflettori.
Inconvenienti tecnici e stop improvvisi
Come in ogni grande evento trasmesso in diretta, non sono mancati contrattempi tecnici. Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi, è stato costretto a ripetere la propria esibizione a causa di un microfono spento.
Stessa sorte per la superospite internazionale Alicia Keys che, durante il duetto con Eros Ramazzotti sulle note di L’Aurora, ha dovuto interrompere la performance perché non riusciva a sentire la propria voce, fermando lo spettacolo mentre stava interpretando Empire State of Mind.
Il titolo sbagliato annunciato da Carlo Conti
Presentare trenta cantanti nell’arco di cinque serate non è impresa semplice, neppure per un professionista esperto come Carlo Conti. Il conduttore ha avuto un momento di distrazione quando, annunciando Gaia sul Suzuki Stage, ha sbagliato il titolo del brano: Chiamo io, Chiami tu è diventato, per un attimo, Chiamo io, Chiama lui.
Il duetto a sorpresa di Gianni Morandi
Tra le sorprese più intense dell’edizione, quella che ha maggiormente emozionato il pubblico è arrivata durante la serata dedicata alle cover. Mentre Tredici Pietro interpretava Vita, brano che Gianni Morandi aveva reso celebre insieme a Lucio Dalla, il cantante è apparso all’improvviso sul palco per un duetto padre-figlio.
Il segreto era stato custodito con grande riservatezza, con prove svolte quasi a porte chiuse nel pomeriggio. Al termine dell’esibizione, Conti si è rivolto a Morandi dicendo: «Gianni, questa è casa tua», mentre l’artista, visibilmente commosso, ha chiesto al figlio come fosse andata. La risposta, affettuosa e ironica, ha preceduto un abbraccio finale che ha commosso l’intero Ariston.
Non sono mancate, tuttavia, alcune polemiche: Alessandro Gassmann, padre di Leo Gassmann in gara tra i Big, aveva dichiarato di non poter partecipare alla manifestazione per un presunto divieto ai parenti dei concorrenti. Una questione che Conti ha poi chiarito in conferenza stampa, spiegando che il regolamento non prevede un divieto assoluto.
L’ingresso spettacolare di Andrea Bocelli
Tra i momenti più scenografici della finale spicca quello di Andrea Bocelli. Il tenore ha percorso il red carpet dell’Ariston a cavallo di Caudillo, sulle note de Il Gladiatore, accolto da Carlo Conti all’ingresso del teatro. Un’entrata teatrale e sorprendente, destinata a rimanere negli annali della manifestazione.
Stefano De Martino e l’annuncio storico
Infine, il colpo di scena più eclatante. Durante la serata conclusiva, Carlo Conti ha raggiunto in platea Stefano De Martino annunciando ufficialmente che sarà lui il prossimo conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo. Per la prima volta nella storia della rassegna, la Rai ha scelto di trasformare il passaggio di consegne in un vero e proprio evento televisivo.
De Martino, visibilmente emozionato, ha ringraziato Conti e l’azienda con parole semplici e sincere, chiudendo un’edizione che, tra musica, imprevisti e grandi emozioni, ha confermato ancora una volta come Sanremo sia molto più di una semplice gara canora.
Letizia Demontis