
La seconda serata del Festival di Sanremo 2026 si è trasformata in un momento di profonda intensità emotiva. Sul palco del Teatro Ariston, Achille Lauro ha scelto di interpretare Perdutamente in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana, avvenuta lo scorso gennaio.
Ad accompagnarlo, la voce lirica del soprano Valentina Gargano e un coro composto da venti elementi, che hanno amplificato la solennità dell’esecuzione. Al termine, il pubblico si è alzato in piedi per una lunga standing ovation.
A spiegare la scelta è stato il direttore artistico e conduttore Carlo Conti, visibilmente coinvolto. In origine, ha raccontato, era previsto un momento diverso: Lauro avrebbe riproposto Incoscienti giovani, brano di grande successo dell’edizione precedente.

Poi, la tragedia che ha colpito Crans-Montana ha cambiato tutto. Conti ha ricordato le immagini che hanno segnato l’opinione pubblica, in particolare quella di una madre davanti alla bara del figlio mentre risuonava proprio Perdutamente. Da lì la decisione condivisa di modificare la scaletta e dedicare l’esibizione alle giovani vittime e a chi ancora oggi lotta perché simili drammi non si ripetano.
Al termine della performance, Achille Lauro ha voluto sottolineare il valore profondo della musica. Non semplice spettacolo, ma presenza capace di accompagnare la vita delle persone nei momenti più difficili. Se anche una sola persona può trovare conforto in una canzone, ha spiegato l’artista, allora quell’interpretazione diventa un dovere morale, prima ancora che artistico.

L’omaggio affonda le radici in un episodio che ha commosso il Paese. Il 7 gennaio, a Milano, si sono svolti i funerali di Achille Barosi, sedicenne tra le vittime del rogo scoppiato nella notte di Capodanno a Crans-Montana. Nella cornice della Basilica di Sant’Ambrogio, la madre del ragazzo ha intonato Perdutamente accanto al feretro del figlio, trasformando quel brano in un simbolo di dolore e amore insieme.
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