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25 Febbraio 2026

Sanremo 2026 infiamma l’Ariston: tra scintille glamour e clamorosi scivoloni

Una prima serata travolgente tra top e flop, outfit d’impatto, citazioni pop e gaffe destinate a far discutere

La prima serata del Festival di Sanremo 2026 si snoda tra entusiasmi e inciampi, ribadendo che sul palco dell’Teatro Ariston si può entrare da semplici protagonisti e uscire consacrati. In una maratona ricca di ospiti e con trenta Big in gara, la diretta offre una sequenza di picchi e cadute, tra trovate brillanti e dettagli meno riusciti.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Eleganza gotica e suggestioni pop

L’ingresso di Laura Pausini cattura immediatamente l’attenzione: indossa un abito nero, aderentissimo, con linea a clessidra, abbinato ai capelli corvini e in netto contrasto con l’incarnato chiarissimo. Il richiamo a Morticia Addams appare inevitabile. Tuttavia, quando la regia la inquadra accanto all’abbronzatissimo Carlo Conti, l’effetto cromatico ricorda ironicamente un celebre biscotto farcito al cacao, con buona pace di eventuali custodi dei marchi registrati.

Testo canzone 'Ai Ai' di Dargen D'Amico a Sanremo 2026 e significato ...

La mano misteriosa e il parquet d’autore

Non è chiaro se la mano finta che Dargen D'Amico si sfila entrando in scena - con un completo che richiama un parquet a spina degno dei migliori cataloghi di interior design - rappresenti un’ulteriore citazione della famiglia Addams. Sta di fatto che, al termine dell’esibizione, l’unica a preoccuparsi di farla recuperare è proprio la Pausini. Una coincidenza che alimenta il gioco delle allusioni.

I due Sandokan a Sanremo 2026

Investiture esotiche e rivelazioni ironichi

Spazio anche al revival con Kabir Bedi, il mitico Sandokan televisivo di cinquant’anni fa, che incorona Can Yaman come «degno successore». A sparigliare le carte è ancora la co-conduttrice, che scherzosamente attribuisce il segreto del fascino dell’attore turco a una curiosa teoria: Yaman sarebbe il “fodero” di Carlo Conti, ribattezzato per l’occasione Carlokan.

I due Sandokan a Sanremo 2026

Una co-conduzione che convince

Si rivela efficace la scelta di non far esibire Laura Pausini in veste di cantante durante l’apertura del festival. L’artista si dedica con naturalezza al ruolo di spalla del presentatore, disinnescando sul nascere le critiche. In una puntata già densissima di presenze e con tutti i trenta concorrenti in scaletta, trovare spazio per una performance musicale avrebbe significato comprimere ulteriormente i tempi serrati imposti dal conduttore-metronomo.

Le frasi più belle di Al Bano

Voci di corridoio e reazioni stizzite

Al quarto brano in programma, tra i giornalisti si diffonde un’indiscrezione surreale: Al Bano avrebbe presentato ricorso al Tar della Liguria per rientrare in gara. Dal backstage arriva la replica infastidita di Ditonellapiaga, che aveva inaugurato la serata con il suo wannabe “Nuntereggae più”: «Che fastidio!».

A Sanremo la lezione di Gianna Pratesi: “Eravamo tutti di sinistra, al referendum votammo per la libertà”

L’omaggio alla Repubblica e l’ombra della par condicio

Momento solenne quando Gianna Pratesi, 105 anni, sale sul palco per celebrare gli ottant’anni della Repubblica e ricordare il primo voto delle donne italiane. «La mia famiglia era tutta di sinistra, ho votato per la Repubblica», racconta con orgoglio. Dietro le quinte, però, qualcuno si affretta ironicamente a cercare il numero di Emanuele Filiberto di Savoia, temendo richieste di parità monarchica. E pensare che il direttore artistico aveva appena archiviato, dopo settimane di polemiche, la querelle legata al comico Andrea Pucci.

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La gaffe grafica e le teorie fantasiose

Alle spalle dell’anziana ospite, la scritta “Repubblica” compare sugli schermi come “Repupplica”, a causa di un refuso nelle grafiche. L’errore diventa terreno fertile per un improvvisato teorico del complotto nel foyer dell’Ariston, pronto a evocare un evento tutt’altro che casuale: una “b” ribaltata dall’intelligenza artificiale generativa, collegamenti arditi con Madre Teresa, Malcolm X, Mahatma Gandhi e perfino con San Patrignano.

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Generazioni a confronto sul palco

La successione delle esibizioni suscita infine un sorriso tra il pubblico: Patty Pravo si esibisce dopo Elettra Lamborghini e prima di Samurai Jay. In platea, qualcuno invoca scherzosamente l’intervento di un improbabile funzionario incaricato di verificare la compatibilità anagrafica.

Tra celebrazioni istituzionali, citazioni pop, ironia e sbavature tecniche, la notte inaugurale di Sanremo 2026 conferma che all’Ariston nulla è davvero scontato: ogni istante può trasformarsi in un trionfo o in un passo falso destinato a far discutere.

Letizia Demontis