
ll dibattito è già acceso: chi vincerà il Festival di Sanremo 2026? Tra quote dei bookmakers, umori social e prime impressioni dopo l’ascolto dei brani, iniziano a delinearsi i nomi più accreditati per la vittoria sul palco dell’Ariston. Con una premessa d’obbligo: a Sanremo i pronostici sono fatti per essere smentiti.
Tra i nomi più ricorrenti spicca Serena Brancale, indicata da molti come una delle principali favorite. Le quote aggiornate la premiano, soprattutto alla luce di un brano che unisce emotività, qualità del testo e forte impatto radiofonico. Un mix che storicamente funziona al Festival, dove la capacità di entrare subito nella memoria del pubblico è decisiva.

Altrettanto solida appare la candidatura del duo formato da Fedez e Marco Masini. La loro collaborazione mette insieme pop contemporaneo ed esperienza sanremese, con una presenza scenica che potrebbe convincere sia il televoto sia le giurie. Secondo diversi osservatori, la loro è una delle proposte più complete in gara.

Attenzione anche a Tommaso Paradiso, al debutto solista al Festival. Artista amatissimo dal pubblico italiano, potrebbe giocarsi la vittoria se la sua ballad “I romantici” dovesse crescere serata dopo serata, conquistando il televoto e consolidando consenso trasversale.

Sanremo, però, è terreno fertile per le sorprese. Tra gli outsider più interessanti figura Sayf, giovane e particolarmente seguito dalle nuove generazioni: un eventuale exploit al televoto non sarebbe inatteso.

C’è poi Ermal Meta, forte di una comprovata esperienza sul palco dell’Ariston e di una scrittura capace di colpire per intensità e profondità.

Infine Ditonellapiaga, che punta su energia e originalità performativa: elementi che, nelle dinamiche televisive del Festival, possono fare la differenza.

Se si dovesse ipotizzare oggi uno scenario conclusivo, molti osservatori parlano di un possibile testa a testa tra Serena Brancale e la coppia Fedez–Masini. Entrambi i progetti sembrano avere numeri importanti nelle previsioni ufficiali e un potenziale trasversale capace di convincere pubblico, critica e giurie demoscopiche. Ma la storia del Festival insegna prudenza. Spesso non vince chi parte da favorito, bensì chi riesce a conquistare il pubblico dal vivo, emozionando e lasciando un segno indelebile nell’ultima, decisiva esibizione.
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