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24 Febbraio 2026

La lunga storia dei sardi a Sanremo: Da Renga ai Tazenda

Il contributo dei protagonisti dell’isola tra musica, conduzione e talent

La Sardegna ha sempre avuto un ruolo significativo al Festival di Sanremo, sia tra i concorrenti che tra i conduttori. Quest’anno, però, schiera un solo artista originario dell’isola: Francesco Renga, papà di Tula, tra i 30 Big in gara con “Il meglio di me”.

Per il cantautore si tratta dell’ottava partecipazione alla kermesse e di un ritorno importante, dopo l’esperienza del 2024 in coppia con Nek con “Pazzo di te” e l’ultima apparizione da solista nel 2021 con “Quando trovo te”. Renga aveva già trionfato all’Ariston nel 2005 con “Angelo”.

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Il significato di “Il meglio di me”: la rinascita dopo le fragilità

La ballad presentata a Sanremo 2026 è un viaggio intimo nel tempo e nelle emozioni dell’artista. “Il meglio di me” racconta un percorso di autoanalisi e maturazione: Renga affronta le proprie debolezze, le paure e i “demoni” del passato, scegliendo di non proiettarli più sugli altri.

Il cuore del brano sta nel perdono e nella consapevolezza, sintetizzati nel ritornello:
“Perdona il peggio di me, lascialo in macchina, fra tutti i miei dettagli tu il meglio di me, il meglio di me, eccomi, eccoti”.

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Un passaggio che segna simbolicamente la fine di quel “muro nella testa” che per anni ha rappresentato blocchi emotivi e fragilità non risolte. Intervistato da RaiPlay, il cantante ha spiegato: «È una riflessione intima su una mia crescita personale, in cui affronto debolezze, fragilità e paure facendo in modo che queste non si proiettino sugli altri». E ancora: «Ho pensato che ‘Il meglio di me’ fosse la canzone giusta per Sanremo per questa nuova consapevolezza conquistata. Ogni Sanremo ha dietro di sé motivazioni diverse, poi l’emozione è sempre la stessa. È un’opportunità per fotografare un nuovo momento della mia vita artistica e personale».

Un ritorno, dunque, non solo musicale ma esistenziale, che riporta al centro del palco un artista in una fase di piena maturità.

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Co-conduttori sardi e ospiti memorabili

Negli anni recenti hanno rappresentato l’isola anche Geppi Cucciari, nata a Cagliari ma cresciuta a Macomer, e Mahmood, milanese di nascita ma sardo per parte materna. Geppi Cucciari era già salita sul palco nel 2012 durante l’edizione condotta da Gianni Morandi, lanciando un appello per la liberazione di Rossella Urru. Tornò poi nel 2017 accanto a Carlo Conti e Maria De Filippi. Mahmood, invece, vanta due vittorie: nel 2019 con “Soldi” e nel 2022 con “Brividi” in coppia con Blanco.

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La Sardegna nella gara: dagli esordi ai talent

Il primo sardo in gara fu Vittorio Inzaina nel 1965. Nel 1968 arrivò il secondo posto di Marisa Sannia, insieme a Ornella Vanoni con “Casa bianca”. Nel 1970 Angelo Sotgiu dei Ricchi e Poveri conquistò il secondo posto con “La prima cosa bella” in coppia con Nicola Di Bari. Nel 1991 i Tazenda, insieme a Pierangelo Bertoli, emozionarono l’Ariston con “Spunta la luna dal monte”. Con l’era dei talent arrivarono le vittorie di Marco Carta nel 2009 e Valerio Scanu nel 2010, entrambi lanciati da Amici di Maria De Filippi.

Letizia Demontis