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23 Febbraio 2026

Sanremo, tra primati e scandali: alcune curiosità che hanno segnato la storia del Festival

Sempre in bilico tra musica, spettacolo e polemiche, la kermesse dell’Ariston si prepara a riaccendere i riflettori il 24 febbraio, portando con sé un patrimonio di record e vicende rimaste nell’immaginario collettivo

Martedì 24 febbraio 2026, si alzerà nuovamente il sipario sul Festival di Sanremo, appuntamento centrale della televisione italiana e specchio dei cambiamenti culturali del Paese. In oltre settant’anni di storia, la manifestazione ha alternato trionfi d’ascolto, conduzioni leggendarie ed episodi controversi che ne hanno consolidato il mito. 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I volti che hanno fatto grande il Festival

Il primatista assoluto alla guida della rassegna resta che ha condotto ben tredici edizioni tra il 1968 e il 2008. Un record che gli è valso il titolo di “re di Sanremo”, grazie anche alla capacità di scoprire e valorizzare nuovi talenti. Indimenticabile, tra gli episodi più discussi, l’intervento di Roberto Benigni nel 2002, quando sul palco arrivò a toccare provocatoriamente le parti intime del presentatore, scatenando stupore e polemiche.

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Negli anni Sessanta e Settanta, il simbolo della manifestazione fu Mike Bongiorno, che ne guidò undici edizioni, diventando una figura chiave della storia televisiva italiana. Il primo conduttore in assoluto fu Nunzio Filogamo, che nel 1951 inaugurò la debut edition quando il Festival era ancora trasmesso via radio dal Casinò di Sanremo.

Sul fronte femminile, la prima presentatrice in solitaria fu Maria Giovanna Elmi nel 1978. Molti anni più tardi, nel 2010, toccò ad Antonella Clerici raccogliere quella eredità, portando all’Ariston uno stile personale e raccontando di aver trovato ispirazione pensando proprio a Baudo nei momenti di maggiore tensione.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Tra polemiche e momenti indimenticabili

Accanto ai successi numerici, la storia della kermesse è punteggiata da episodi rimasti impressi nell’opinione pubblica. Nel 1986 Loredana Bertè si presentò sul palco con un body in pelle dalle spalline anni Ottanta e un pancione finto durante l’esecuzione di “Re”, affiancata da ballerini. La scelta, fortemente provocatoria, suscitò scalpore e le costò il contratto discografico; anni dopo l’artista spiegò che intendeva celebrare la forza della donna in gravidanza.

Nel 2001 la band britannica Placebo, ospite internazionale, propose “Special K” in playback e, al termine della performance, il frontman Brian Molko distrusse una chitarra sul palco, attirando i fischi del pubblico dell’Ariston per un gesto giudicato fuori contesto.

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Sempre nel 2001, al Festival condotto da Raffaella Carrà, l’ospite internazionale fu Eminem. La principale preoccupazione degli organizzatori riguardava il linguaggio esplicito dei suoi testi, tanto che il Centro degli studi teologici di Milano presentò un esposto alla procura di Sanremo. L’esibizione, tuttavia, non subì alcuna censura: Eminem modificò il programma, eseguendo I’m Back e soprattutto Purple Hills, brano controverso per alcune strofe provocatorie che suscitarono l’indignazione di politici e associazioni. Una performance audace, destinata a restare negli annali della kermesse.

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Nel 2012 la partecipazione di Belen Rodriguez come co-conduttrice fu ricordata soprattutto per l’abito dallo spacco vertiginoso che lasciò intravedere un tatuaggio a forma di farfalla in una zona molto particolare del corpo, alimentando un acceso confronto mediatico e sui social.

Tra le scene più clamorose della storia recente figura la lite del 2020 tra Bugo e Morgan: durante l’esibizione, Morgan modificò il testo del brano inserendo versi polemici contro il collega, che reagì abbandonando il palco. L’immagine del cantautore rimasto solo al pianoforte a chiedere “Che succede?” è diventata virale.

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Infine, nel 1995, un uomo salì sulla balaustra della galleria del teatro Ariston minacciando di lanciarsi nel vuoto. La situazione si risolse grazie all’intervento di Pippo Baudo; anni più tardi il protagonista confessò di aver orchestrato tutto per ottenere visibilità sui giornali e non per un reale intento suicida.

Alla vigilia della nuova edizione, Sanremo si conferma così non soltanto una competizione musicale, ma un evento capace di intrecciare spettacolo, cronaca e costume, rinnovando ogni anno una tradizione che appartiene all’identità culturale italiana.

Letizia Demontis