
Mentre la luna crescente segna l'inizio del nono mese del calendario islamico, quasi due miliardi di persone nel mondo — di cui circa tre milioni solo in Italia — si preparano a vivere il periodo più sacro dell'anno: il Ramadan. Non si tratta solo di un precetto religioso, ma di un viaggio collettivo verso la purificazione, la disciplina e la solidarietà, che affonda le sue radici nella rivelazione del Corano al profeta Maometto nel 610 d.C.
A differenza delle festività fisse del calendario gregoriano, il Ramadan è un "viaggiatore" del tempo. Basandosi sul ciclo lunare di circa 354 giorni, il mese sacro anticipa ogni anno di 10-11 giorni. Questa fluttuazione trasforma l'esperienza del digiuno: quando cade in estate alle alte latitudini, i fedeli possono affrontare oltre 18 ore di astinenza, mentre nei paesi equatoriali la durata resta costante sulle 12 ore.

Il digiuno (Ṣawm) è uno dei cinque pilastri dell'Islam, ma ridurlo alla sola privazione alimentare sarebbe un errore. Dall'alba al tramonto, l'astensione riguarda acqua, cibo e rapporti intimi, ma la vera sfida è morale. Il fedele è chiamato a: praticare la pazienza estrema, evitare pettegolezzi, menzogne e conflitti e Intensificare la preghiera e la generosità verso i meno fortunati.
Il ritmo della vita quotidiana si ribalta. Prima del sorgere del sole si consuma il Suḥūr, l'ultimo pasto necessario per affrontare la giornata. Al calare delle tenebre, il digiuno si spezza con l'Ifṭār, un momento di convivialità che spesso trasforma le città: nei paesi a maggioranza musulmana, i negozi chiudono di giorno per animarsi in una vera e propria festa notturna, con orari lavorativi ridotti per agevolare il riposo dei fedeli.

La dottrina islamica prevede una chiara flessibilità per tutelare la salute. L'obbligo del digiuno decade per: bambini e anziani fragili, malati e donne in stato di gravidanza o allattamento, e viaggiatori impegnati in lunghi spostamenti.
Il mese di privazioni si conclude con l'ʻĪd al-fiṭr, la "Festa della rottura del digiuno". È un momento di gioia esplosiva, preghiere comunitarie e banchetti, che segna il ritorno alla normalità con uno spirito rinnovato e una consapevolezza più profonda del valore della condivisione.
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