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18 Febbraio 2026

Londra affida all’intelligenza artificiale la prevenzione della criminalità minorile

Incrocio di dati pubblici per individuare i giovani più vulnerabili, con garanzie etiche per evitare discriminazioni sociali o razziali

Il governo di Londra intende utilizzare l’intelligenza artificiale per anticipare il rischio che alcuni minori possano essere coinvolti, in futuro, in attività illecite. La notizia è stata riportata dal The Times, secondo cui il sistema analizzerà informazioni già disponibili presso autorità e dipartimenti statali, oggi non pienamente integrate. L’obiettivo è riconoscere in anticipo i profili più esposti, così da attivare interventi mirati prima che eventuali comportamenti devianti si concretizzino. Una fonte governativa ha spiegato al quotidiano britannico che l’esecutivo sta valutando modalità etiche e responsabili per sfruttare strumenti predittivi capaci di individuare segnali d’allarme con maggiore efficacia rispetto alle procedure attuali.

Integrazione delle informazioni istituzionali

Il progetto prevede il coordinamento dei dati provenienti dal servizio sanitario, dall’assistenza sociale, dalle forze dell’ordine e dai ministeri del Lavoro e dell’Istruzione. Secondo quanto riferito, l’analisi algoritmica consentirebbe di superare i limiti dell’approccio tradizionale, che spesso interviene quando la situazione è già compromessa. L’intento dichiarato non è etichettare i giovani come futuri criminali, bensì comprendere meglio i fattori di rischio per agire in modo tempestivo.

Indicatori fin dalla prima infanzia

Alcuni studi accademici suggeriscono che determinate vulnerabilità possano emergere già dai dati sanitari raccolti alla nascita. Non è ancora stato chiarito se il programma promosso dal ministero della Giustizia includerà anche l’analisi delle informazioni relative ai primi giorni di vita. In ogni caso, i bambini segnalati dal sistema saranno destinatari di percorsi di sostegno e prevenzione.

Le statistiche mostrano che i minori con esperienze di affidamento, esclusione scolastica o difficoltà legate alla salute mentale, così come quelli appartenenti a minoranze etniche, rappresentano una quota rilevante tra coloro che entrano più frequentemente nel circuito penale. Il 33% dei giovani passati per l’affido sviluppa problemi con la legge, contro il 4% dei coetanei che non hanno vissuto tale esperienza. Anche i ragazzi stranieri risultano detenuti più spesso rispetto a chi è nato e cresciuto in Inghilterra.

Tutele contro possibili discriminazioni

Per evitare derive legate a ghettizzazioni di natura sociale o razziale, è stato istituito un organismo consultivo incaricato di definire criteri etici e operativi. Tra le voci coinvolte figura Mark Mon-Williams, docente di psicologia presso l’Università di Leeds, che ha sottolineato l’importanza di analizzare in modo integrato l’interazione tra salute, istruzione, servizi sociali, sistema giudiziario e ambiente di crescita. Solo attraverso questa lettura complessiva, ha evidenziato, sarà possibile intercettare i bambini che si collocano appena sotto la soglia di attenzione dei diversi servizi, intervenendo con strumenti adeguati e proporzionati.

Letizia Demontis