
Eleganti e misteriosi, ma anche goffi e imprevedibili. Spesso ritenuti animali solitari e diffidenti, i gatti sono in realtà tra i compagni domestici più amati: autonomi e al tempo stesso affettuosi, sanno costruire un legame profondo con chi li accoglie in casa. Il 17 febbraio si celebra la Giornata nazionale del gatto, un’occasione interamente dedicata ai felini, tra coccole e iniziative solidali organizzate in diverse città italiane.

Le origini della ricorrenza
La celebrazione nasce nel 1990 da un’idea della giornalista gattofila Claudia Angeletti, che promosse un referendum per individuare una data da consacrare ai mici. A prevalere fu la proposta di Oriella Del Col, attrice e scrittrice italiana, che indicò il 17 febbraio per una serie di motivazioni simboliche.
Febbraio coincide con il segno dell’Acquario, associato a spiriti liberi e anticonformisti, caratteristiche spesso attribuite ai gatti. Inoltre, nella tradizione popolare è considerato “il mese dei gatti e delle streghe”. Anche il numero 17 contribuisce al valore evocativo: l’anagramma del numero romano XVII diventa “VIXI”, ossia “sono vissuto”, interpretato come “sono morto”, elemento che nel tempo ha alimentato una certa fama negativa. Tuttavia, secondo la leggenda, il gatto dispone di più vite: il 17 viene così reinterpretato come “una vita per sette volte”.

Più tempo condiviso e legami rafforzati
A fotografare l’evoluzione del rapporto tra italiani e animali domestici è un’indagine diffusa da Rover, marketplace dedicato alla cura dei pet. I dati evidenziano che sette proprietari su dieci convivono con un solo esemplare, il 20% ne accoglie due e il 9% almeno tre. Una presenza costante che si traduce in attenzione, impegno e responsabilità condivise.
Il 32% dedica oltre due ore settimanali al gioco, mentre il 38% supera le due ore in carezze e momenti di affetto. Non si tratta di gesti occasionali, bensì di una routine consolidata, rafforzata anche dallo smart working: il 44% afferma che lavorare da casa ha reso il legame con il proprio micio più intenso.
Le modalità con cui un felino entra in famiglia raccontano molto del contesto sociale. Il 28% decide consapevolmente di adottare tramite gattili o associazioni, mentre il 27% lo riceve in dono da amici o parenti. Particolarmente significativo è il dato sugli incontri casuali: il 31% ha trovato il proprio animale per strada e, accertato che fosse randagio, ha scelto di accoglierlo. Un numero che testimonia sensibilità, ma anche la diffusione del fenomeno del randagismo.

Vacanze, rinunce e tecnologia
Un aspetto rilevante riguarda l’impatto sulle scelte di viaggio. Se in passato erano soprattutto i cani a influenzare ferie e spostamenti, oggi anche i felini orientano le decisioni. Il 23% degli intervistati ha rinunciato almeno una volta a una vacanza per non aver trovato una soluzione adeguata al proprio compagno a quattro zampe. Guardando al futuro, il 43% sarebbe disposto a farlo ancora, il 37% prenderebbe in considerazione l’ipotesi e solo il 20% partirebbe comunque cercando un’alternativa.
Quando ci si allontana da casa, sette italiani su dieci si affidano a un familiare, il 15% a un amico e il 5%. La lontananza non è neutra sul piano emotivo: il 23% si dichiara triste quando è separato dal proprio gatto, il 17% prova ansia, mentre il 39% si sente sereno grazie alla fiducia riposta nella persona incaricata dell’assistenza.
Letizia Demontis