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16 Febbraio 2026

Thailandia, dove l’anno è il 2569: il Paese che vive tra due ere

Mentre nel resto del mondo è il 2026, il calendario buddista thailandese segna 543 anni in più: una tradizione antica che convive con il sistema gregoriano

C’è uno Stato in cui oggi non è il 2026, bensì il 2569. Uno scarto di oltre cinque secoli che non dipende da viaggi nel tempo o suggestioni fantascientifiche, ma da consuetudini millenarie e da un diverso metodo di conteggio degli anni, profondamente radicato nella cultura locale.

Si tratta della Thailandia, dove coesistono due cronologie. Accanto al calendario gregoriano, adottato a livello internazionale per ambiti civili e istituzionali, è in uso quello lunare buddista, utilizzato soprattutto per celebrazioni religiose e ricorrenze tradizionali. Questo sistema colloca l’anno corrente 543 anni avanti rispetto al computo occidentale.

La decisione di mantenere entrambe le modalità consente al Paese di restare allineato con la comunità globale nelle questioni pratiche, salvaguardando al contempo le proprie radici spirituali e culturali.

Un meccanismo lunisolare tra cicli astronomici

Il calendario buddista thailandese appartiene alla categoria dei modelli lunisolari, che combinano i cicli della luna con quelli del sole. Per compensare lo sfasamento naturale tra i due ritmi celesti, circa ogni 2,7 anni viene introdotto un tredicesimo mese.

Questo adeguamento si rende necessario perché i mesi lunari, della durata media di 29,5 giorni, accumulano annualmente un ritardo di quasi undici giorni rispetto all’anno solare. Senza tale correzione, le stagioni slitterebbero progressivamente.

Una consuetudine diffusa in diverse aree asiatiche

La Thailandia non rappresenta un caso isolato. Anche Cambogia, Myanmar, Laos e Sri Lanka adottano varianti del calendario buddista per finalità tradizionali. Modelli analoghi sono presenti in Cina, Giappone e India, mentre Israele continua ad affiancare il calendario ebraico a quello gregoriano.

Persino in Occidente sopravvivono elementi riconducibili a questa impostazione: il calcolo della Pasqua cristiana, ad esempio, si basa su un criterio lunisolare.

Nella vita quotidiana i cittadini thailandesi si muovono con naturalezza tra queste due dimensioni temporali. Il sistema gregoriano regola la maggior parte delle attività professionali e amministrative, mentre quello buddista stabilisce le date delle festività religiose ed è consultato anche per pratiche astrologiche. Numerosi documenti ufficiali, come i certificati di nascita, così come la stampa quotidiana, riportano entrambe le indicazioni, a testimonianza di come questa duplice misurazione del tempo costituisca una componente essenziale dell’identità nazionale.

Letizia Demontis