News

Attualità
16 Febbraio 2026

Gramsci e la frase sui “mostri” che non ha mai scritto: il caso svelato dal Guardian

La celebre citazione “Now is the time of monsters” attribuita al pensatore sardo non compare nei Quaderni dal carcere: è una semplificazione di un passaggio più complesso

Una citazione di Antonio Gramsci non si nega a nessuno. Dai rappresentanti d’istituto nei licei ai leader internazionali, il nome dell’intellettuale di Ales – tra gli autori italiani più tradotti e citati al mondo – continua a campeggiare nei discorsi pubblici. Ma spesso, più che letto, viene evocato. A riaccendere il dibattito è stato il The Guardian, che ha smontato una delle frasi più ricorrenti attribuite al fondatore del Partito comunista italiano.

La massima “Now is the time of monsters” (“Ora è il tempo dei mostri”), tornata in auge negli ultimi mesi, non compare mai negli scritti di Gramsci. È piuttosto il risultato di una progressiva semplificazione di un passaggio ben più articolato contenuto nei Quaderni del carcere, redatti durante la detenzione sotto il fascismo.

La grandezza di un “uomo medio”. Vita di Antonio Gramsci, di Raffaele  Majello - L'Ordine Nuovo

Il passo originale suona così: «La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati». I “fenomeni morbosi”, nel tempo, sono diventati “mostri” in una versione più immediata e suggestiva, ma non fedele al testo.

A ricostruire la vicenda è stato il giornalista Philip Oltermann sul quotidiano britannico. In Italia il caso è stato rilanciato dal Corriere della Sera, con un approfondimento firmato da Antonio Carioti.

Il vecchio mondo sta morendo e il nuovo mondo lotta per nascere; ora è il  tempo dei mostri. —Antonio Gramsci [1920x1080][OC] : r/QuotesPorn

La citazione apocrifa ha conosciuto particolare fortuna nella sua versione inglese. A utilizzarla, recentemente, sono stati il primo ministro belga Bart De Wever, la parlamentare britannica Zarah Sultana, il governatore della Banca centrale irlandese Gabriel Makhlouf e lo storico olandese Rutger Bregman.

Il contesto originario, però, era ben diverso. Gramsci si riferiva alla società europea del primo dopoguerra, segnata dalla crisi delle classi dirigenti e dall’incapacità delle masse di esprimere una nuova egemonia. Un’analisi che anticipava l’ascesa del fascismo di Benito Mussolini.

Secondo Peter Thomas, storico del pensiero politico alla Brunel University di Londra, la versione “pop” ha avuto successo perché «ha un’atmosfera apocalittica, come quando appare il Demogorgone alla fine di Stranger Things».

La morte di Antonio Gramsci

Quanto all’origine della traduzione deformata, il Guardian la fa risalire a un articolo economico del 2010 in cui il filosofo sloveno Slavoj Žižek avrebbe utilizzato per primo in inglese l’espressione “time of monsters”. Ma lo stesso Žižek, contattato dal quotidiano, ha negato la paternità dell’adattamento, sostenendo di averlo a sua volta ripreso altrove.

Una versione ancora precedente, in francese, compare su Le Monde nel 1996: «Dans cet interrègne surgissent les monstres». Da lì in avanti, la trasformazione lessicale sembra aver fatto il resto.

 

 

@Redazione Sintony News