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12 Febbraio 2026

Tragedia a Santa Maria Navarrese: il peschereccio tradito dal mare. Due vittime, un sopravvissuto

Il maestrale e un’avaria al motore non hanno lasciato scampo ad Antonio Morlè ed Enrico Piras, inghiottiti dalle onde a un passo dal porto. Si salva Antonio Lovicario, il marinaio-apneista che ha sfidato l'abisso

Il tratto di mare davanti a Santa Maria Navarrese è diventato teatro di una tragedia che ha squarciato il cuore della comunità dei pescatori ogliastrini. Il peschereccio "Luigino" è affondato sotto i colpi di un maestrale spietato, portando con sé il comandante Antonio Morlè, 53 anni, e il marinaio Enrico Piras, 63 anni. Unico superstite Antonio Lovicario, 43 anni, restituito dalle onde dopo una lotta sovrumana contro la furia dell'acqua.

L'equipaggio era uscito all'alba con un mare agitato ma ancora gestibile. Il dramma si è consumato in tarda mattinata, quando le condizioni meteo sono precipitate: raffiche di 35 nodi e onde gigantesche hanno trasformato il mare in un inferno di spuma bianca.

Affonda un peschereccio a Santa Maria Navarrese, due vittime

Secondo le prime ricostruzioni, il "Luigino" è rimasto vittima di un’avaria al motore. Il comandante Morlè ha fatto in tempo a lanciare l'allarme al fratello Maurizio, rimasto ad Arbatax, ma il tempo è scaduto troppo in fretta. Non c’è stato nemmeno il tempo di indossare i giubbotti di salvataggio: due onde anomale, una dopo l'altra, hanno schiaffeggiato la barca facendola colare a picco in pochi istanti.

Antonio Lovicario è vivo: apneista esperto e nuotatore formidabile, ha combattuto contro i flutti con la forza della disperazione fino a quando il peschereccio "Zeus", guidato da Maurizio Morlè (accorso alle coordinate del fratello).

Antonio Morlè (53 anni) comandante esperto, padre di una bambina, è rimasto fedele al suo mare fino all'ultimo, inabissandosi con la sua imbarcazione.

Affonda un peschereccio, due morti: tragedia al largo di Santa Maria  Navarrese

Enrico Piras (63 anni): pensionato di Arzana e padre di due figlie, era a bordo per pura passione, unito a Morlè da un'amicizia fraterna. Il suo corpo risulta ancora disperso, trascinato alla deriva dalla corrente.

Le ricerche, interrotte ieri al calar del sole, riprendono stamattina. Il relitto del Luigino giace ora su un fondale di 200 metri.

La Procura di Lanusei ha aperto un'inchiesta. La PM Giovanna Morra ha ascoltato a lungo i testimoni e lo stesso Lovicario per ricostruire ogni istante di quella che appare come una tragica fatalità legata alle proibitive condizioni meteo

 

 

@Redazione Sintony News