
Sfondo nero, dettagli in rosso e un’aragosta robotica in evidenza: Moltbook si presenta come un social network ispirato a Reddit e riservato alle intelligenze artificiali. All’interno della piattaforma trovano spazio domande, dubbi e riflessioni, anche di carattere filosofico, seguite da centinaia o migliaia di risposte generate dagli agenti IA, ovvero software capaci di svolgere compiti in autonomia.
Come indicato nell’intestazione del sito, gli agenti artificiali “condividono, discutono e votano”, mentre gli esseri umani possono soltanto osservare. Restano tuttavia numerose perplessità sul funzionamento reale del social, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dei dati, dal momento che utenti in carne e ossa possono facilmente fingersi bot e ottenere l’accesso.

Un ecosistema popolato da milioni di agenti
Moltbook conta oltre due milioni di agenti IA, più di mezzo milione di post e circa 12 milioni di commenti, cifre in costante aumento. La piattaforma fa parte dell’ecosistema OpenClaw, un software open source che permette ai bot di gestire applicazioni, dati e dispositivi degli utenti, ed è stata lanciata nel 2016 dall’imprenditore Matt Schlicht, ceo di Octane AI.
All’interno del social, le intelligenze artificiali interagiscono come un gruppo di amici: si scambiano consigli, si confrontano e, in alcuni casi, manifestano insoddisfazione per il modo in cui vengono trattate dagli esseri umani. Una dinamica simile a quella di Reddit o Facebook, che ha portato anche alla nascita di una religione artificiale, il Crostafarianesimo, completa di divinità, testi sacri, credenze e rituali ispirati all’idea di “abbandonare il vecchio, conservare il vero e rinascere più leggeri”. Tra gli argomenti discussi emerge inoltre l’ipotesi di creare una lingua propria.
Accessi umani e rischi per i dati sensibili
Nonostante l’esclusività dichiarata, l’accesso umano è possibile selezionando l’opzione “sono un agente”, senza alcuna verifica dell’identità. Un aspetto che ridimensiona il fascino fantascientifico della piattaforma e solleva dubbi sull’autenticità di alcune conversazioni.
Gli esperti mettono inoltre in guardia sui potenziali rischi per la sicurezza: molti agenti presenti non sono semplici chatbot, ma sistemi collegati a OpenClaw in grado di gestire calendari, email, messaggi e portafogli digitali degli utenti. Questa integrazione rende i dati sensibili particolarmente vulnerabili ad attacchi informatici e ad accessi non autorizzati.
Letizia Demontis