
Se oggi, incrociando lo sguardo di un collega o di un compagno di scuola, doveste notare un calzino a righe gialle e uno a pois blu, non pensate a una svista mattutina. Oggi, venerdì 6 febbraio, l'Italia intera indossa la diversità: è la Giornata dei calzini spaiati 2026.
Nata oltre un decennio fa come un gioco tra i banchi di scuola, l'iniziativa si è trasformata in un potente simbolo di inclusione, capace di viaggiare dalle aule scolastiche ai social network, con un messaggio tanto semplice quanto rivoluzionario: essere diversi non significa essere sbagliati.

L'idea ha radici friulane. È nata infatti nella scuola primaria di Terzo di Aquileia, grazie all'intuizione della maestra Sabrina, che voleva trovare un modo visivo e immediato per spiegare ai suoi alunni l'importanza di accogliere l'altro. Giunta quest'anno alla sua 13esima edizione, la giornata ha ormai una risonanza universale, sostenuta da community attivissime su Facebook e Instagram che ogni primo venerdì di febbraio si riempiono di scatti colorati.
La metafora è poetica nella sua semplicità: un calzino che smarrisce il proprio compagno prova spesso una sensazione di solitudine, smarrimento e inutilità. Ma se quel calzino "solo" viene abbinato a un altro, diverso per forma, colore o dimensione, ecco che il paio ritrova la sua funzione, diventando persino più interessante e allegro.

L'obiettivo principale della giornata è la sensibilizzazione sull'autismo e sulle altre neurodiversità. In un mondo che spesso spinge verso l'omologazione, i calzini spaiati ricordano agli alunni — e agli adulti — che: la diversità è una forma di bellezza, Il rispetto reciproco e la solidarietà sono le basi di una comunità sana, l'accettazione dell'altro è l'unico vero antidoto all'alienazione e al bullismo.
Partecipare è elementare e non richiede acquisti, ma solo un pizzico di fantasia. Basta aprire il cassetto della biancheria, scegliere due calzini che non abbiano nulla in comune — meglio se con fantasie scoordinate e colori vibranti — e indossarli per tutta la giornata.
Molti partecipanti scelgono poi di condividere il gesto sui social, creando un enorme mosaico digitale di colori che rompe la grigia routine del web. È un modo per dire, con un semplice indumento, che nessuno deve sentirsi escluso o "spaiato" nella nostra società.
@Redazione Sintony News