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4 Febbraio 2026

Giornata mondiale contro il cancro: in Italia 390 mila nuove diagnosi nel 2025

Tumori più frequenti, differenze di genere e ruolo cruciale della prevenzione

Nel 2025 in Italia sono previste circa 390 mila nuove diagnosi di tumore. Le forme più diffuse restano quelle alla mammella (53.686), al colon-retto (48.706), al polmone (44.831), alla prostata (40.192) e alla vescica (31.016), secondo i dati della Fondazione AIRC, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, il 4 febbraio.

Negli uomini, prostata, polmone, colon-retto e vescica rappresentano oltre il 58% delle diagnosi, mentre nelle donne quasi il 60% dei nuovi casi riguarda mammella, colon-retto, polmone, endometrio e tiroide. AIRC sottolinea l’importanza degli screening regolari per il colon-retto, il seno, la cervice uterina e, sperimentalmente, per il polmone nei forti fumatori, strumenti fondamentali per ridurre l’incidenza dei tumori e migliorare l’efficacia dei trattamenti precoci. La Fondazione, principale ente privato italiano per la ricerca oncologica indipendente, ha investito oltre 2,5 miliardi di euro in 60 anni.

A livello mondiale, circa il 40% dei tumori è legato a fattori modificabili, soprattutto fumo, infezioni e consumo di alcol, secondo uno studio dell’International Agency for Research on Cancer pubblicato su Nature Medicine. Nel 2022, su 18,7 milioni di nuovi casi, 7,1 milioni (37,8%) erano attribuibili a comportamenti prevenibili. I tumori più legati a questi fattori sono polmone, stomaco e cervice uterina.

Le differenze tra generi e territori sono marcate: nelle donne predominano le infezioni da Papillomavirus, negli uomini il fumo. Nei Paesi occidentali, l’aumento del tabagismo femminile e l’accesso a screening e vaccini hanno reso il fumo il principale rischio anche per le donne. In alcuni Paesi, l’obesità sta assumendo un ruolo crescente. In Italia, il 41,7% dei tumori è prevenibile: fumo (24,4%), esposizione lavorativa (7,2%), infezioni (6,9%), alcol (3,5%), sovrappeso (3%), radiazioni ultraviolette (2,9%), inquinamento (0,9%) e scarsa attività fisica (0,8%).

Letizia Demontis