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3 Febbraio 2026

Gli italiani riducono lo spreco alimentare, ma buttano ancora 7,3 miliardi di euro

Il Rapporto Waste Watcher 2026 evidenzia progressi nelle famiglie, ma il cibo perso resta elevato e cresce l’insicurezza alimentare

Dal febbraio 2025 lo spreco alimentare in Italia è diminuito a 554 grammi a persona a settimana, con un calo di 63,9 grammi, ma il cibo scartato vale ancora oltre 7 miliardi di euro. Il Paese resta quindi lontano dall’obiettivo ONU 2030 di dimezzare gli sprechi.

A guidare il miglioramento sono i boomer (352 g settimanali), mentre la Generazione Z spreca di più (799 g), pur rappresentando un importante veicolo di diffusione della cultura digitale #sprecozero. Secondo Andrea Segrè, direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International e fondatore della campagna Spreco Zero, «quando esperienza e tecnologia si incontrano, si può davvero dimezzare lo spreco alimentare entro quattro anni».

Il totale del cibo perso supera i 13,5 miliardi di euro e 5 milioni di tonnellate: 7,3 miliardi provengono dalle famiglie, quasi 4 miliardi dalla distribuzione, oltre 862 milioni dall’industria e più di 1 miliardo dai campi. Lo spreco è minore al Nord (516 g), leggermente più alto al Centro (570,8 g) e massimo al Sud (591,2 g). Gli alimenti più gettati sono frutta fresca (22,2 g), verdura (20,6 g), pane (19,6 g), insalata (18,8 g) e cipolle, aglio e tuberi (17,2 g).

L’indice di insicurezza alimentare sale a 14,36 (+0,5 rispetto al 2025), con un aumento del 28% al Sud e del 50% tra i giovani. Nei ristoranti, 8 italiani su 10 consumano tutto il cibo o portano a casa gli avanzi, e il 93% riceve contenitori senza imbarazzo. Nasce così il Donometro, l’app che permette ai locali di donare facilmente le eccedenze alimentari alle associazioni del Terzo Settore.

Letizia Demontis