
Dopo un anno di test sui flussi, Roma Capitale ha ufficializzato l’ingresso a pagamento per l’area prospiciente il monumento: 2 euro per i turisti e i non residenti, con l’obiettivo di contingentare la folla e restituire decoro a una delle piazze più affollate del mondo.
L’accoglienza del pubblico è stata massiccia: solo nella mattinata di ieri sono stati venduti circa 3.000 biglietti in prevendita e altri 500 direttamente sul posto. Tra le 9 e le 18, la piazza ha ospitato complessivamente 5.000 visitatori. L’amministrazione capitolina stima di incassare tra i 6 e i 7 milioni di euro l'anno, considerando che i passaggi giornalieri oscillano tra i 30mila e i 70mila.
L'accesso resta gratuito per residenti a Roma e nella Città Metropolitana (con documento), persone con disabilità e relativi accompagnatori, minori di 6 anni e guide turistiche.

Il ticket sarà obbligatorio dal lunedì al venerdì (11.30-22.00) e nel weekend (9.00-22.00). L'assessore al Turismo, Alessandro Onorato, ha difeso la misura con fermezza: «Due euro è una cifra morigerata; a New York ne avrebbero chiesti cento. Prima qui molti bivaccavano o tentavano pediluvi impropri, ora c'è ordine. Presto spariranno anche le transenne, che sono un obbrobrio estetico».

Il ricavato del ticket di Trevi servirà a finanziare la manutenzione dei monumenti (molti dei quali restaurati con fondi PNRR) e a finanziare una storica novità per i romani: da oggi tutti i musei civici sono gratuiti per i residenti, i domiciliati e gli studenti degli atenei capitolini.
Parallelamente, cinque musei precedentemente gratuiti diventano a pagamento per i turisti (7,50 euro l'intero): il Museo Barracco, il Museo Bilotti, il Museo Canonica, il Museo Napoleonico e la Villa di Massenzio.
@Redazione Sintony News