News

Attualità
2 Febbraio 2026

Dai musei alle esperienze immersive: così i giovani riscoprono l’arte

Tra digitale, emozioni e benessere, la cultura si trasforma per parlare alle nuove generazioni

I giovani si avvicinano sempre meno ai musei tradizionali e preferiscono esperienze culturali digitali e immersive, percepite come più accessibili e coinvolgenti. Mostre come Monet - The Immersive Experience, ospitata allo Spazio Ventura di Milano, utilizzano linguaggi contemporanei capaci di attirare soprattutto le nuove generazioni.

Contrariamente all’idea che il digitale allontani dalla cultura, queste esperienze favoriscono l’interesse per l’arte. I dati lo confermano: nel Regno Unito solo il 18,44% dei visitatori dei musei tradizionali ha tra i 16 e i 24 anni, mentre in Spagna la percentuale dei 15-24enni si ferma al 33,51%.

Secondo una ricerca di Fever ed Exhibition Hub, due realtà internazionali che ideano, producono e promuovono mostre ed esperienze culturali immersive, le mostre immersive sono le preferite da Gen Z e Millennial, cioè tra i 18 e i 44 anni, con un picco del 35% nella fascia 35-44. Al contrario, gli over 45 continuano a prediligere le esposizioni tradizionali e gli over 60 restano i frequentatori più assidui dei musei classici.

Oltre all’aspetto culturale, l’arte immersiva ha ricadute positive sul benessere. Uno studio del King’s College di Londra evidenzia benefici sui sistemi immunitario, ormonale e nervoso, oltre a una riduzione dello stress grazie all’elevato coinvolgimento emotivo.

Queste esperienze, pensate per essere inclusive, favoriscono condivisione, partecipazione attiva e connessione emotiva, senza sostituire i musei tradizionali. Diffuse a livello globale, da Tokyo a New York, dimostrano che spesso sono le nuove generazioni a ridefinire il modo di vivere la cultura.

Letizia Demontis