
Affidarsi a controllo e repressione per contrastare l’illegalità negli istituti scolastici significa riproporre modelli che hanno già mostrato i loro limiti. È quanto sostengono Fulvia Murru, segretaria generale della Uil Sardegna, e Giuseppe Corrias, segretario della Uil Scuola Rua Sardegna, commentando la circolare sulle misure di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità nelle scuole.

Secondo la Uil, la scuola può cogliere i segnali di disagio, ma non può essere lasciata sola. Il personale scolastico vive quotidianamente un equilibrio complesso tra ruolo educativo, formativo e umano, spesso senza strumenti specialistici adeguati né una rete stabile di supporto. Da qui la richiesta di ricostruire una solida alleanza educativa tra scuola e famiglia, affiancata da servizi strutturati di supporto psicologico, prevenzione e ascolto. La scuola resta una comunità educante fondata sulla relazione e sull’inclusione e non può essere caricata di funzioni che esulano dal suo ruolo.
Un’indagine di Skuola.net mostra però una sensibilità diversa tra gli studenti: 7 su 10 si dichiarano favorevoli a forme di controllo, soprattutto nei contesti più complessi. Il 28% è molto favorevole, il 40% li considera un deterrente utile in situazioni specifiche, mentre solo il 16% esprime una netta contrarietà. La direttiva precisa che eventuali controlli, affidati esclusivamente alle forze dell’ordine, saranno disposti solo nei casi più gravi e su richiesta dei dirigenti scolastici.
Letizia Demontis