La presenza dei padri svolge un ruolo decisivo nello sviluppo dei giovani. Una ricerca della Penn State University dimostra che abbracci, vicinanza e attenzioni paterne migliorano nel tempo la salute cardiovascolare dei piccoli e riducono il rischio di infiammazioni e alterazioni della glicemia.

Per anni l’interesse scientifico si è concentrato quasi solo sulle madri, ma i risultati di questo studio evidenziano quanto il contributo del padre sia altrettanto fondamentale. L’analisi ha coinvolto 399 famiglie statunitensi con un buon livello socioeconomico, osservando il grado di affetto, la capacità di risposta ai bisogni del figlio e la collaborazione tra i genitori. È stato considerato anche il “co-parenting”, cioè la competizione per attirare l’attenzione del bambino o, al contrario, il ritiro di un genitore per evitare conflitti, dinamiche che influenzano il benessere del piccolo.
A sette anni i bimbi presentavano valori differenti di colesterolo e parametri legati ai processi infiammatori, in relazione al livello di cure ricevute dal padre. I figli dei papà più affettuosi mostravano minori segnali di infiammazione e un miglior controllo della glicemia.
Lo studio ha comunque dei limiti, poiché ha esaminato solo coppie conviventi, lasciando aperti interrogativi su contesti familiari diversi. Nonostante ciò, i dati confermano l’importanza della presenza paterna nei primi mesi di vita e il valore di sostenere i padri nelle cure quotidiane. Favorire la loro partecipazione può portare benefici duraturi alla salute dei bambini, con vantaggi anche per le madri.
Letizia Demontis