
Il 27 gennaio si celebra la Giornata Mondiale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto, istituita ufficialmente dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005 e già riconosciuta dall’Italia nel 2000 con la legge n. 211. La ricorrenza richiama il giorno in cui, nel 1945, l’Armata Rossa liberò il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, rivelando al mondo l’orrore della macchina genocidaria nazista. Una data che squarciò il silenzio sulla pagina più buia della storia moderna.
IN SARDEGNA - Il messaggio di Todde: la memoria come responsabilità
«Il 27 gennaio non è una data rassicurante: non consola, non pacifica. Inquieta e impone di interrogarsi, soprattutto oggi». Con queste parole Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna, apre il suo messaggio per la Giornata della Memoria, richiamando l’attenzione sulla necessità di riconoscere le ingiustizie contemporanee.
La presidente sottolinea che persecuzioni e campi di concentramento furono il frutto di scelte politiche sostenute dal consenso o dall’indifferenza. Ricorda i 290 sardi deportati nei campi nazifascisti e osserva che il razzismo non è solo odio, ma un sistema di potere che decide chi è tutelato e chi è sacrificabile. Per questo, afferma, oggi non possiamo fingere di non vedere ciò che accade nel mondo.
Todde richiama le morti di Minneapolis, divenute simbolo di un razzismo ancora radicato; la violenza che colpisce la popolazione di Gaza, privata di futuro e diritti; e l’Iran, dove giovani donne e uomini vengono uccisi per aver chiesto libertà e dignità. Il suo sguardo si sposta poi sull’Europa, dove tornano linguaggi che normalizzano l’odio, riscrivono la storia e banalizzano fascismo e antisemitismo.
Il messaggio si chiude con un invito alla consapevolezza: «Il 27 gennaio non chiede silenzio, ma responsabilità. Ogni giorno dobbiamo domandarci se stiamo tollerando un’ingiustizia o distogliendo lo sguardo davanti a una persecuzione».

IN ITALIA- Il messaggio della Meloni
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito l’antisemitismo «un morbo che torna a diffondersi», evidenziando come, nonostante il tempo trascorso, questo odio non sia stato ancora estirpato. Ha ribadito il dovere di ricordare nomi, storie e testimonianze delle vittime, rendendo omaggio ai Giusti che rischiarono la propria vita per salvare innocenti. Meloni ha inoltre rinnovato la condanna per la complicità del regime fascista nelle leggi razziali e nelle deportazioni, «una ferita indelebile della storia italiana».
Il ministro Abodi ha parlato della necessità di una «semina buona», richiamando il recente Viaggio della Memoria che ha coinvolto cento giovani: un’esperienza formativa che, nelle sue parole, rappresenta la radice di ogni contrasto alle discriminazioni. Ha poi sottolineato l’urgenza di una costante alfabetizzazione storica e civile, ricordando come l’antisemitismo continui a riaffiorare in forme diverse e insidiose.

NEL MONDO – Le commemorazioni internazionali del 27 gennaio
Il 27 gennaio 2026 il mondo ricorda le vittime della Shoah, data scelta dalle Nazioni Unite in memoria della liberazione di Auschwitz-Birkenau nel 1945. La ricorrenza, accompagnata da cerimonie e iniziative culturali, invita a preservare la memoria di una delle tragedie più profonde del Novecento.
A New York, le Nazioni Unite ospitano una cerimonia ufficiale nell’Assemblea Generale con la partecipazione del Segretario Generale, di rappresentanti diplomatici e dei sopravvissuti all’Olocausto.
A Parigi, l’Unesco dedica una commemorazione al valore dell’educazione alla memoria. A Ginevra, l’Ufficio delle Nazioni Unite riflette sul tema “Holocaust Remembrance for Dignity and Human Rights”, con testimonianze, interventi e contributi musicali.
Anche Berlino, Washington, Londra e Copenaghen celebrano la giornata attraverso iniziative istituzionali, momenti di raccoglimento e proiezioni volte a mantenere vivo il ricordo delle vittime della persecuzione nazista.
La Giornata della Memoria diventa così un’occasione globale per riaffermare l’importanza dei diritti umani e della dignità delle persone. Testimonianze, immagini storiche e luoghi simbolici continuano a raccontare l’Olocausto, affinché tali atrocità non si ripetano e la memoria non venga mai smarrita.