
L’Assemblea nazionale francese ha approvato il divieto di accesso ai social media per i minori di 15 anni. Il disegno di legge, che ora passa al Senato, vieta l’utilizzo delle piattaforme che offrono servizi di social network ai ragazzi sotto l’età stabilita. Restano esclusi “enciclopedie online”, strumenti educativi e i servizi di messaggistica privata. La versione iniziale prevedeva invece l’uso con il consenso dei genitori.
Il provvedimento è stato sostenuto soprattutto dalla maggioranza presidenziale. Emmanuel Macron, commentando il voto su X, ha ricordato che la misura risponde alle raccomandazioni degli esperti e alla volontà della maggior parte dei francesi. Il presidente vuole che il divieto sia operativo dal prossimo anno scolastico: «Dal primo settembre i nostri bambini saranno protetti».

Macron ha chiesto al Governo di accelerare l’iter: «Le menti dei nostri figli non sono in vendita. Non vogliamo una generazione guidata dagli algoritmi, ma giovani che credano nei valori della Repubblica». La Francia aveva già tentato in passato di fissare a 15 anni l’età minima per aprire un account senza consenso dei genitori e, se la legge verrà approvata, sarà tra i primi Paesi a introdurre restrizioni così severe.
Le misure adottate nel resto del mondo
Diversi Paesi stanno adottando misure simili: in Australia gli under 16 non possono accedere a molte piattaforme; nel Regno Unito la Camera dei Lord ha approvato un divieto per i minori di 16 anni, in attesa del voto della Camera dei Comuni; in Danimarca è stato concordato un limite di 15 anni, mentre in Germania è in corso un confronto parlamentare su possibili limitazioni.
Letizia Demontis