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13 Gennaio 2026

Scuola, il Governo commissaria quattro Regioni sul dimensionamento: scontro con la Sardegna

Il Consiglio dei ministri ha deliberato il commissariamento di Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria, Regioni che non hanno ancora approvato i piani di dimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno

Il Consiglio dei ministri ha deliberato il commissariamento di Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria, Regioni che non hanno ancora approvato i piani di dimensionamento della rete scolastica per il prossimo anno. La decisione, rende noto il ministero dell’Istruzione e del Merito, si inserisce nel quadro delle riforme previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), definite dal precedente Governo, con l’obiettivo di adeguare l’organizzazione amministrativa delle scuole all’andamento della popolazione studentesca.

Secondo il ministero, il mancato rispetto dell’adempimento mette a rischio le risorse già erogate all’Italia nell’ambito del Pnrr. Il dimensionamento – viene precisato – riguarda esclusivamente la riorganizzazione amministrativa e non comporta la chiusura di plessi scolastici né lo spostamento degli alunni.

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Sul tema, ricorda ancora il dicastero, si è espressa più volte la Corte costituzionale, confermando la legittimità dell’operato del Governo e richiamando la necessità di una leale cooperazione tra le istituzioni. Anche i ricorsi presentati dalle Regioni inadempienti sono stati respinti: tre sentenze del Tar e sei pronunce del Consiglio di Stato hanno infatti confermato la correttezza dell’azione governativa. Prima di arrivare al commissariamento, alle quattro Regioni erano state concesse due proroghe per l’adozione dei piani, fino al 30 novembre e successivamente al 18 dicembre. Scadenze che, tuttavia, non hanno portato alle formalizzazioni richieste.

«Si tratta di un provvedimento necessario per assicurare il rispetto degli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea nell’ambito del Pnrr e per garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico», ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, sottolineando come in questi anni l’azione del Governo sia stata orientata alla collaborazione istituzionale e alla tutela della qualità e della continuità dell’attività scolastica.

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Di segno opposto la posizione della Regione Sardegna. L’assessora della Pubblica Istruzione Ilaria Portas ha ribadito la contrarietà al dimensionamento imposto dal Governo, ricordando che negli ultimi tre anni nell’Isola sono state già accorpate 36 autonomie scolastiche. «Un ulteriore taglio di 9 istituti – ha spiegato – sarebbe stato deleterio per realtà già in sofferenza». Pur riconoscendo che la riorganizzazione non prevede la chiusura di plessi, Portas ha evidenziato come l’assenza di un dirigente scolastico rappresenterebbe «un colpo durissimo» per scuole che spesso gestiscono più di dieci plessi distribuiti in territori vasti e poco omogenei.

Nel corso della riunione a Palazzo Chigi, la Regione Sardegna ha richiamato le specificità territoriali, geografiche e orografiche dell’Isola, insieme alle criticità legate a mobilità, spopolamento e connettività, giudicando estremamente rischioso qualsiasi ulteriore taglio di servizi. Da qui la richiesta, condivisa con le altre Regioni coinvolte, di un chiarimento sul metodo di calcolo dei parametri utilizzati, basato su numeri reali e non solo stimati.

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«Abbiamo confermato la volontà di mantenere le 232 autonomie scolastiche della Sardegna – ha concluso l’assessora – perché continuare a ragionare solo in termini di numeri e costi è deleterio. Serve puntare sulla qualità e sulla permanenza dei presidi per contrastare spopolamento e abbandono scolastico».

Ancora più netta la presa di posizione della presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, che ha definito il commissariamento «una scelta sbagliata». «Riteniamo valide le nostre motivazioni – ha affermato – che ci hanno portato ad applicare criteri più appropriati alla realtà sociale e geografica della Sardegna e a sospendere accorpamenti che abbiamo sempre giudicato inopportuni». Secondo Todde, il dimensionamento proposto dal Governo penalizzava l’Isola e per questo la Giunta ha adottato una delibera fondata su dati concreti e sulle esigenze dei territori, con l’obiettivo di garantire un’organizzazione sostenibile senza gravare su studenti, famiglie e docenti.

«La scuola sarda merita rispetto e risorse, non risparmi e tagli burocratici – ha concluso la presidente –. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per tutelare il diritto all’istruzione nell’Isola: il futuro dei nostri giovani è una priorità assoluta».

 

 

@Redazione Sintony News