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12 Gennaio 2026

Delitto di Garlasco, colpo di scena a "Le Iene": spuntano due testimoni mai sentiti prima

Nuova inchiesta del programma di Italia 1 sull'omicidio di Chiara Poggi. Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese raccolgono i racconti di chi sostiene di aver visto "qualcosa di rilevante" la mattina del 13 agosto 2007

A distanza di quasi vent'anni da quella tragica mattina d'estate, il delitto di Garlasco torna a scuotere l'opinione pubblica. Nonostante una sentenza definitiva che ha condannato Alberto Stasi a 16 anni di reclusione per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, il programma televisivo "Le Iene" riapre il caso con un'inchiesta che promette di far discutere.

Nel nuovo servizio firmato dagli inviati Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese, l'attenzione si sposta su elementi finora rimasti nell'ombra, ma soprattutto su un materiale probatorio potenzialmente esplosivo: due testimonianze dirette e inedite.

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La novità sostanziale risiede nella natura di questi nuovi racconti. Non si tratta di indiscrezioni di seconda mano o di ricostruzioni basate su ipotesi logiche, ma di dichiarazioni fornite da persone che sostengono di essere state presenti a Garlasco la mattina del 13 agosto 2007.

Secondo quanto anticipato dalla redazione del programma, i due testimoni — mai ascoltati prima d'ora né dagli inquirenti né nelle aule di giustizia — affermano di aver assistito direttamente a fatti specifici che potrebbero avere un rilievo determinante nella ricostruzione del delitto. La loro presenza in prossimità della villetta di via Pascoli o in punti strategici del paese durante le ore cruciali dell'omicidio aprirebbe scenari finora ignorati dal dibattito pubblico e giudiziario.

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L'inchiesta de "Le Iene" prosegue lungo un solco già tracciato in passato dal programma, volto a scovare crepe o incongruenze in un caso che per la giustizia italiana è ormai chiuso. De Giuseppe e Festinese si sono concentrati su dettagli rimasti ai margini delle cronache ufficiali, cercando di dare un volto e una voce a chi, per ragioni ancora da chiarire, è rimasto in silenzio per quasi due decenni.

Se queste testimonianze dovessero risultare attendibili, resterebbe da capire perché non siano emerse durante le lunghissime fasi d'indagine e i molteplici processi che hanno portato alla condanna di Stasi. Il racconto di chi sostiene di "aver vissuto in prima persona" i fatti di quella mattina aggiunge un tassello inquietante a una vicenda che, nonostante le sentenze, continua a generare interrogativi.

 

 

@Redazione Sintony News