
È il giorno del silenzio, del pianto e di un abbraccio che attraversa l’intera nazione. L’Italia si è fermata oggi per tributare l’ultimo saluto ai giovani connazionali rimasti uccisi nella strage di Capodanno a Crans-Montana, vittime del devastante incendio che ha distrutto il club svizzero "Le Constellation".
Le cerimonie funebri, celebrate in diverse città, hanno trasformato il dolore privato delle famiglie in un momento di commozione collettiva, accompagnato da un grido silenzioso che chiede verità su una tragedia definita da più parti come "evitabile".
Il calendario delle celebrazioni ha toccato i luoghi d’origine dei ragazzi, spezzando il cuore di intere comunità:
A Milano alle 14:45 si tengono le esequie solenni di Achille Barosi e Chiara Costanzo. La città si è stretta attorno ai feretri dei due sedicenni in un clima di profonda partecipazione.

A Bologna e Roma In mattinata si sono svolti i funerali di Giovanni Tamburi (nel capoluogo emiliano) e di Riccardo Minghetti (nella Capitale).
A Lugano per la quindicenne italosvizzera Sofia Prosperi, la cerimonia si è tenuta in territorio elvetico, unendo simbolicamente i due Paesi nel cordoglio.
In coincidenza con l'inizio delle celebrazioni, tutte le scuole d'Italia hanno osservato un minuto di raccoglimento, rispondendo all'invito del Ministero dell'Istruzione per onorare i banchi rimasti vuoti dopo le festività.
Mentre le salme ricevono l'estremo saluto, il lavoro della magistratura svizzera e i riflettori degli inquirenti italiani non si spengono. Il dolore lascia spazio alla richiesta di giustizia: l'inchiesta prosegue serrata sulle gravi irregolarità emerse nelle ore successive al rogo.

Al centro delle indagini ci sono le uscite di sicurezza, che secondo diverse testimonianze sarebbero state trovate sbarrate o ostruite, trasformando il locale in una trappola mortale. Sotto la lente d'ingrandimento anche la gestione dei materiali fonoassorbenti, risultati altamente infiammabili, e la catena di controlli che avrebbero dovuto garantire la sicurezza di centinaia di giovanissimi.
Le autorità italiane, presenti ai funerali con i loro massimi rappresentanti, hanno ribadito la necessità di fare piena luce sulle responsabilità. Le parole pronunciate nei giorni scorsi dall’ambasciatore Cornado risuonano oggi come un monito: non si è trattato di una tragica fatalità, ma della conseguenza di mancanze umane e tecniche che non possono restare impunite.
@Redazione Sintony News