
Un’ordinanza destinata a far discutere riaccende il dibattito mai sopito sulla vivisezione in Italia. Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla LAV (Lega Anti Vivisezione), sospendendo il rinnovo dell'autorizzazione per l’uso della telemetria sui cani di razza Beagle. La pratica, finalizzata alla valutazione della sicurezza cardiovascolare dei farmaci, è finita nel mirino dei giudici per l'impatto fisico e psicologico sugli animali.
Le motivazioni depositate dal Tribunale Amministrativo sono nette: il danno alla salute degli animali è considerato "ontologicamente irreparabile". Secondo i giudici, il dolore, la sofferenza e il distress inflitti ai cani prevalgono sulla necessità di garantire la continuità di una ricerca scientifica che si protrae ormai da anni.

Il provvedimento sospende l’autorizzazione rilasciata nel marzo dello scorso anno, bloccando di fatto le procedure nei laboratori. Oltre alla sospensione, il TAR ha disposto una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU): un pool di esperti sarà chiamato a fornire chiarimenti specifici per supportare una decisione definitiva che bilanci le esigenze della scienza con la tutela del benessere animale.
Non si è fatta attendere la reazione di Aptuit, l'azienda con sede a Verona al centro del caso. In una nota ufficiale, la società ha espresso forte preoccupazione per le ricadute scientifiche dell'ordinanza.
Patologie colpite: secondo Aptuit, il blocco potrebbe compromettere lo sviluppo di cure per malattie neurodegenerative, oncologiche e rare.
Obblighi di legge: l'azienda sottolinea che la sperimentazione animale è spesso un passaggio obbligatorio previsto dalle normative internazionali per garantire la sicurezza umana.

Etica e alternative: la società ribadisce di ricorrere agli animali solo in assenza di valide alternative e nel pieno rispetto delle norme etiche vigenti. "Siamo davanti a una decisione che rischia di pregiudicare cure fondamentali per moltissime persone", si legge nel comunicato dell'azienda veronese.
La vittoria della LAV segna un punto a favore delle associazioni animaliste, che da tempo denunciano l'uso dei Beagle per test di tossicologia e farmacologia. La battaglia legale si sposta ora sul piano tecnico-scientifico: la consulenza disposta dai giudici dovrà stabilire se la telemetria sui cani sia davvero insostituibile o se il "prezzo" pagato in termini di sofferenza animale sia ormai legalmente e socialmente inaccettabile.
L'ufficialità della decisione definitiva arriverà solo dopo l'esame dei periti, ma nel frattempo i laboratori dovranno restare fermi, segnando un momento di riflessione profonda sui confini della ricerca biomedica in Italia.
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