
La corsa ai Golden Globe 2026 si è aperta all'insegna della rivoluzione. Le nomination per l'83ª edizione del premio hanno confermato una tendenza nell'aria, ma in misura inaspettata: gli studi indipendenti stanno conquistando il centro della scena, mettendo in crisi i colossi come Netflix e Warner.
Il titolo più nominato dell'anno è "Una Battaglia Dopo l'Altra" di Paul Thomas Anderson, che si aggiudica ben nove candidature. Il film domina nelle categorie principali, dalla regia alla sceneggiatura, e si impone con quattro nomination attoriali di peso per Leonardo Di Caprio, Chase Infiniti, Teyana Taylor e Benicio del Toro.

A inseguire l'opera di Anderson ci sono "Sentimental Value" di Joachim Trier (tra le sei e le otto nomination) e i progetti di grandi autori come "Hamnet" di Chloé Zhao e "Frankenstein" di Guillermo del Toro.
Il vero protagonista silenzioso è lo studio indipendente "Neon", che domina la selezione dei drammatici con tre film in gara – "Un Semplice Incidente", "L'Agente Segreto" e "Sentimental Value" – segnando una delle stagioni più "indipendenti" della storia dei Globe.
La categoria del Miglior Regista si preannuncia come una delle più competitive: Paul Thomas Anderson - "Una battaglia dopo l'altra", Ryan Coogler - "Sinners", Guillermo del Toro - "Frankenstein", Joachim Trier - "Sentimental value", Jafar Panahi - "Un semplice incidente", Chloé Zhao - "Hamnet".

Da notare l'assenza sorprendente di Richard Linklater, nonostante avesse due film in competizione per l'anno ("Blue Moon" e "Nouvelle Vague").
L'Italia registra una battuta d'arresto: "Familia" di Francesco Costabile è stato clamorosamente ignorato nella shortlist del Miglior Film non in lingua inglese. La categoria ha premiato titoli come "Un Semplice Incidente", "No Other Choice" e "Sirat e la voce" di Hind Rajab, lasciando l'amaro in bocca ma non chiudendo necessariamente la corsa agli Oscar.
Anche le categorie Commedie e Musical hanno riservato sorprese, con esclusioni shock: l'assenza totale di candidature per "Wicked - Parte 2" e "Jay Kelly" ha lasciato a bocca asciutta colossi come Universal e Netflix. La scena è stata conquistata da titoli più audaci come "Marty Supreme" (che ha garantito una nomination a Timothée Chalamet).
Sul fronte televisivo, i Globe premiano le produzioni di alta qualità: "The White Lotus", giunta alla terza stagione, guida le nomination con sei candidature. Segue "Adolescence" con cinque. A sorprendere è invece l'assenza quasi totale dei colossi di Netflix, con "Mercoledì" salvata solo dalla candidatura di Jenna Ortega e l'esclusione di "Stranger Things".
L'edizione 2026 segna inoltre due importanti novità: Debutto del premio per i podcast, con nomi noti come Amy Poehler e Jason Bateman in lizza, Ritorno del Box Office Award, dove competono "Avatar: Fuoco e Cenere", "F1", "Mission Impossible - The Final Reckoning" e "Zootropolis 2".
La cerimonia, condotta da Nikki Glaser, si terrà l'11 gennaio a New York. Tra la rivoluzione del voto e l'ascesa degli indipendenti, l'83ª edizione dei Golden Globe sembra destinata a riscrivere gli equilibri di Hollywood.
@Redazione Sintony News