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21 Settembre 2023

Secondo weekend con "Italia Romanica", apertura straordinaria di 22 chiese in 17 paesi

23 e 24 settembre: edifici di culto del periodo Romanico aperti in Sardegna, Lombardia e Sicilia Porte aperte in contemporanea con le Giornate Europee del Patrimonio Culturale

La Sardegna va verso il secondo fine settimana di un ricco e più ampio calendario che abbraccia le aperture straordinarie delle chiese costruite durante il periodo in cui esplose l’arte romanica.

Sabato 23 e domenica 24 settembre saranno 17 i paesi della Sardegna che apriranno le porte di 22 chiese e monasteri ai visitatori e agli appassionati delle architetture e della storia che ricordano il periodo del Medioevo.

Questo weekend si svolge in contemporanea con le GEP, le Giornate Europee del Patrimonio Culturale (European Heritage Days), promosse dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal Ministero della Cultura.

I turisti in arrivo all’aeroporto Mameli di Cagliari-Elmas potranno trovare tutte le informazioni necessarie presso l’Info Point della Regione Sardegna.

Le aperture straordinarie fanno parte dell’intenso programma di Italia Romanica che a livello nazionale si estende fino alla collaborazione tra la Fondazione Sardegna Isola del Romanico (ente capofila e ideatrice del progetto) con la lombarda Fondazione Lemine e la siciliana Le Vie dei Tesori.

 

 

Per tre fine settimana, dal 16 settembre al 1° ottobre, i tre enti hanno dato vita ad un progetto che porta all’apertura straordinaria di oltre 100 chiese sul territorio nazionale, 60 solo in Sardegna, oltre ad avere l’ambizione futura di diventare sempre più coinvolgente e di richiamo per altre regioni. Un altro obiettivo sarà quello di varcare i confini nazionali e creare una fitta rete europea.

Irgoli, Chiesa di San Michele - Chiese Romaniche Sardegna

Saranno i singoli comuni ad occuparsi delle aperture straordinarie, a gestire gli ingressi, gratuiti in tutte e tre le regioni e ad occuparsi delle visite guidate. In concomitanza con le giornate dedicate a Italia Romanica, molte amministrazioni hanno deciso di dare vita ad eventi collaterali, i programmi si possono consultare sul sito www.romanicosardegna.org.

Nel fine settimana del 23/24 settembre nel sassarese, ad Anela, sarà visitabile la chiesa che sorge nelle campagne, dedicata a Santa Maria del Mesu Mundu.

Ad Ardara porte aperte nella chiesa di Santa Maria del Regno che sovrasta la vallata e dove viene custodito il retablo maggiore, un polittico del XVI secolo: si tratta di una chiesa palatina dove i regnanti di Torres giuravano al suo altare durante la cerimonia di insediamento in caso di una nuova carica. A ridosso dell’edificio di culto costruito in basalto, sorgono i resti del castello giudicale.

Nostra Signora del Regno | SardegnaTurismo - Sito ufficiale del turismo  della Regione Sardegna

A Banari si farà un viaggio nel tempo nella chiesa di Santa Maria di Cea, in limba conosciuta come Nostra Sennora ‘e Se, in riferimento all’antico villaggio di Seve, oggi scomparso. Dal 1474 fu anche un’abbazia.

A Bulzi si potrà ammirare uno dei cinque gruppi lignei presenti in Europa, lo si trova nella chiesa del Crocefisso o di San Pietro delle Immagini: il nome arriva proprio dalla peculiarità del manufatto religioso del 1200 che rievoca la deposizione di Cristo dalla Croce. Quello che in epoca romana era un castrum, un accampamento fortificato in cui risiedeva l’esercito, è poi diventata una chiesa giunta fino ai giorni nostri: a Oschiri si potrà visitare la Chiesa della Madonna di Castro, un luogo di straordinaria importanza a cui si aggiunge la naturale bellezza del panorama sul lago Coghinas.

Nostra Signora di Castro | SardegnaTurismo - Sito ufficiale del turismo  della Regione Sardegna

Il viaggio di Italia Romanica porterà i visitatori anche ad entrare nella Basilica di Porto Torres, la più grande chiesa romanica della Sardegna per dimensioni ed intitolata ai martiri Gavino, Proto e Gianuario. L’architettura è particolare perché presenta due absidi contrapposte e l’ingresso laterale, unica nell’isola con queste caratteristiche.

Nell’Anglona, spicca la bellezza della chiesa di Nostra Signora di Tergu che fin dal 1122 fu un monastero benedettino dei monaci cassinesi, il nome ha avuto poche variazioni, se non dovute alla lingua: infatti in quel periodo era nota come “Santa Maria de Therco”.

Nostra Signora di Tergu | SardegnaTurismo - Sito ufficiale del turismo  della Regione Sardegna

La chiesa di Santu Miali, dedicata a San Michele Arcangelo ad Irgoli, nel nuorese, sorge su un’antichissima Tomba dei Giganti. In passato era nota anche con il nome di San Michele del Camposanto proprio per la presenza di un cimitero.

Il percorso di Italia Romanica si sposta nell’oristanese, sul Montiferru a Santu Lussurgiu dove, nello splendido borgo montano, protetta da un bosco secolare, sorge la chiesa di San Leonardo De Siete Fuentes facente parte del patrimonio dell’Ordine dei Cavalieri di Malta. L’edificio di culto, in passato fu un ospedale in uso ai cavalieri di rientro dalle Crociate in Terra Santa. Nella dolce Marmilla sarà un’altra chiesa dedicata a San Leonardo ad aprire le sue porte, e lo farà nel centro storico del paese di Masullas.

San Leonardo di Siete Fuentes | SardegnaTurismo - Sito ufficiale del  turismo della Regione Sardegna

Al centro del Campidano, Sardara aprirà due importanti chiese: San Gregorio e Sant’Anastasia, quest’ultima ubicata al centro di un antico villaggio nuragico che conta la presenza preziosa di un pozzo sacro.

Nel sud Sardegna, a Uta si potrà visitare la chiesa di Santa Maria, edificata nel XII secolo, mentre a Villaspeciosa si potranno conoscere i segreti di San Platano che si presenta con due absidi, uno accanto all’altro e un ampio utilizzo di materiali di reimpiego usati durante la sua costruzione. Mentre a Tratalias si può passeggiare nell’antico borgo medievale, in cui si erge quella che un tempo fu una cattedrale sorta intorno al 1213.

Chiesa di Santa Maria - Pro Loco Uta

La chiesa di Santa Maria de Monserrat, conserva una particolarità che salta all’occhio di ogni visitatore: qui si trovano delle scale interne ed esterne situate a mezza altezza, costruite probabilmente per simboleggiare una vicinanza maggiore con il Cielo.

A Guasila la chiesa intitolata alla Madonna D’Itria sorge nelle campagne, in località Bangiu e fu eretta nel XIII secolo. A Villamassargia spicca la curiosità sulla chiesa che porta due nomi: San Ranieri (santo patrono di Pisa e unico santo a cui è intitolata una chiesa in Sardegna) o di Nostra Signora del Pilar (che richiama alla mente il periodo della dominazione spagnola). Infine, Quartu Sant’Elena si presenta al grande pubblico con l’apertura di ben cinque chiese romaniche: si tratta di Sant’Agata, San Benedetto, Santa Maria di Cepola, San Pietro a Ponte, San Forzorio.

Comune di Quartu Sant'Elena - Chiesa Sant'Agata

Siamo orgogliosi che queste giornate possano accendere un faro su un patrimonio così straordinario di cui la nostra Penisola è ricca. Il primo fine settimana ha segnato un nuovo grande successo per il Romanico in Sardegna- commenta Antonello Figus, presidente della Fondazione Sardegna Isola del Romanico- i visitatori erano entusiasti e tra loro si sono registrati numerosi turisti italiani e stranieri che hanno apprezzato le aperture straordinarie e gratuite previste da Italia Romanica. Si replica il 23 e 24 settembre con altri importanti centri in Sardegna, Sicilia e Lombardia.”.

C’è grande attesa per l’ultimo fine settimana, sabato 30 settembre e domenica 1° ottobre, quando le aperture straordinarie e gratuite di Italia Romanica abbracceranno la Cattedrale di SanPantaleo di Dolianova, la chiesa di San Lussorio che sorge a poca distanza dall’antico impianto termale, oggi sito archeologico, di Fordongianus, la cattedrale di Santa Chiara a Iglesias o quella di San Simplicio ad Olbia.

Si aggiunge anche la chiesa di Santa Chiara nel centro storico di Oristano, il cui monastero ospita le monache di clausura e l’antica cattedrale di Sant’Antioco di Bisarcio, nella cui area circostante sono in corso gli scavi archeologici nel palazzo vescovile e l’antico villaggio medievale abbandonato di Bisarcio.

Il calendario completo:

Il 23-24 settembre apriranno le porte delle chiese di Anela, Ardara, Banari, Bulzi, Guasila, Irgoli, Masullas, Oschiri, Porto Torres, Quartu Sant’Elena, Santu Lussurgiu, Sardara, Tergu, Tratalias, Uta, Villamassargia, Villaspeciosa.

L’ultimo fine settimana, il 30 settembre e il 1° ottobre, le protagoniste saranno le chiese romaniche di Bauladu, Cargeghe, Cossoine, Dolianova, Florinas, Fordongianus, Ghilarza, Iglesias, Milis, Olbia, Oristano, Orotelli, Oschiri, Ozieri, Pula, San Vero Milis, Semestene, Siamaggiore, Siddi, Simaxis, Solarussa, Villa San Pietro, Villamar, Villaputzu.

Per scoprire quali saranno le chiese, quali saranno gli eventi collaterali nei singoli comuni, basterà cercare il paese a cui si è interessati su www.romanicosardegna.org.

 

@Redazione Sintony News