
Finalmente. Ci risvegliamo il giorno dopo una partita pazzesca in cui il Cagliari ha mostrato il suo volto peggiore e, fortunatamente, anche la sua parte migliore: un primo tempo quasi in balia dell'Ascoli, una ripresa di grande carattere, in cui i giocatori di maggior classe, Mancosu e Lapadula su tutti, finalmente si sono presi sulle spalle la squadra, trascinandola in una vittoria entusiasmante. Il 4-1 finale è meritato, e anche se vale sempre 3 punti come se fosse un 1-0 qualsiasi, è un risultato che può segnare la svolta in un campionato fatto di innumerevoli pareggi, di prestazioni da "vorrei ma non posso" e di punti persi per strada, soprattutto lontano dall'Unipol Domus.
Era da tanto che i tifosi non vedevano una prestazione del genere. L'ultimo 4-1 visto all'Unipol Domus risale a inizio ottobre scorso, peccato però che a calare il poker in quell'occasione fu il Venezia. Quella di ieri è la vittoria più larga del Cagliari in questo campionato. I rossoblù non segnavano 4 gol da un sacco di tempo e pensare che ieri sera li hanno realizzati in poco più di mezz'ora in un secondo tempo che i tifosi vorrebbero si prolungasse a oltranza, influenzando le prossime prestazioni della squadra, a cominciare da quella di sabato prossimo a Reggio Calabria.
Eppure la storia del match ha avuto un incipit quasi da incubo: avvio persino promettente da parte dei rossoblù, con un tiro a giro da fuori di Mancosu e con le solite sgroppate di Luvumbo a "spaccare" la partita. Poi i soliti fantasmi: il vantaggio dell'Ascoli con Forte, propiziato da un errore in uscita di Barreca, il raddoppio sfiorato, l'infortunio di Zito che sembrava potesse essere l'unico a creare qualcosa là davanti. Insomma, una serie di elementi ricorrenti che abbiamo visto più volte nel corso di questa stagione. E i fischi, dimenticavamo, del pubblico spazientito sugli spalti dell'Unipol Domus.
Poi nella ripresa è successo l'impensabile: Ranieri ha cambiato volto al suo Cagliari, sostituendo due fra i peggiori in campo, Barreca e Millico, con Azzi e Prelec. Si è passati da uno strano 4-2-3-1 a un 4-3-1-2 con Mancosu alle spalle delle due punte. Il sardo libero d'inventare, Azzi e Zappa spesso in sovrapposizione sulle fasce e Lapadula meno solo al centro dell'attacco (tradotto: più spazi per lui, visto che i centrali dell'Ascoli si sono dovuti preoccupare anche di Prelec) si sono rivelati elementi decisivi nella rimonta.
Prima il rigore conquistato da Mancosu e realizzato da Lapadula col brivido (il portiere Leali intercetta, ma sulla ribattuta il nazionale peruviano si conferma bomber implacabile), poi il meraviglioso gol del sorpasso che resterà per un po' nella memoria dei tifosi: Mancosu triangola con Lapadula, tutto di prima, e una volta dentro l'area colpisce il pallone con l'interno destro per disegnare una traiettoria a giro che si infila nel sacco a fil di palo. Da lì in poi, l'Ascoli è crollato: il tris di testa di Lapadula su cross di Azzi, poi il poker di Zappa, che raccoglie un regalo della difesa marchigiana e batte Leali. Una gioia meritatissima per un ragazzo che ha trovato la fiducia del mister e che spesso in passato è stato criticato dalla piazza.
Ora una settimana di duro lavoro in vista della gara del Granillo contro la Reggina, in programma sabato prossimo. Sarà a tutti gli effetti una sfida decisiva in chiave play-off. L'augurio è che il Cagliari abbia finalmente trovato la propria identità e che d'ora in avanti scenda in campo sempre con la fame messa in mostra nei secondi 45 minuti della gara di ieri. Manca tanto, crederci è d'obbligo.
@Redazione Sintony News