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28 Febbraio 2023

Evasione a Nuoro: ispezione a Badd’e Carros, si cercano i complici di Raduano

Proseguono le ricerche di Marco Raduano evaso dal carcere nuorese. Ha potuto contare su diversi complici. Indagine interna del ministero della Giustizia

Proseguono senza soluzione di continuità le ricerche di Marco Raduano, 40enne boss della mafia del Gargano, evaso in maniera quantomeno spettacolare venerdì pomeriggio dal supercarcere nuorese di Badd’e Carros dove stava scontando una condanna a 19 anni di reclusione per efferati delitti. Raduano è sparito nel nulla dopo aver eluso i controlli della Sezione Alta Sicurezza ed essere riuscito a raggiungere il muro di cinta dal quale si è calato con la classica corda di lenzuola annodate.

 

 

E’ chiaro che una fuga come quella messa in atto dal criminale pugliese ha acceso i riflettori e posto diversi interrogativi sulla sicurezza carceraria. A partire dall’organizzazione della fuga stessa, progettata da tempo e nei minimi dettagli, sulle possibili complicità interne e su quelle esterne al carcere. Dalla procura di Nuoro, che sta coordinando le indagini della Squadra Mobile e della Polizia Penitenziaria, non trapela assolutamente nulla, ma da radio carcere trapela che il boss avrebbe usato addirittura una chiave per uscire dalla Sezione Alta Sicurezza e raggiungere la garitta del muro di cinta dov’era nascosta la corda fatta di lenzuola annodate.  Era presente all’appello delle 16, ma la fuga è stata scoperta all’appello delle 19. E le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza appare che la fuga sia avvenuta intorno alle 17. Ha avuto quindi ben due ore Raduano per raggiungere un complice che lo attendeva all’esterno e raggiungere una località sicura.

 

Ha raggiunto porti o aeroporti o è ancora in Sardegna? L’ipotesi più attendibile è la seconda, legata al fatto che un criminale di quello spessore, che può contare su ingenti quantitativi di denaro per corrompere e comprare silenzi, dopo una fuga studiata e programmata in anni di detenzione, non cada nella superficialità di ricorrere a mezzi di trasporto pubblico come aerei o navi. E’ più probabile che abbia potuto contare sull’appoggio locale, magari con amicizie consolidate in carcere, dove nascono legami indissolubili tra criminali detenuti.

 

 

Chiaro che l’attenzione delle forze dell’ordine si concentra anche su porti e aeroporti, ma chi vieta di pensare che, anche con il vantaggio di due ore non possa aver raggiunto qualche centro della Barbagia, o addirittura non sia ben nascosto a Nuoro? Nessuna ipotesi viene scartata, neppure quella che la fuga dalla Sardegna possa essere completata nel tempo con uno yacht, una barca a vela, un motoscafo veloce in grado di prelevarlo dalle coste sarde e portarlo in Corsica o oltre Tirreno. L’unico dato certo è che per ora Raduano è sparito nel nulla, dietro l’angolo di uno stabile adiacente al carcere di Badd’e Carros, come testimoniano le immagini delle telecamere del muro di cinta.

 

 

Intanto Il Ministero della Giustizia ha aperto un’indagine interna tramite il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.  “Una fuga di questo genere è preparata con grande attenzione. Non si fugge da soli, mi sembra evidente”, ha dichiarato il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto. “Che possano averlo aiutato i compagni di detenzione o altri si verificherà. Resta che è un episodio inquietante – ha proseguito il Ministro - , soprattutto in quel tipo di carcere. Non può non lasciare indifferenti, per la gravità dell’accaduto e per la pericolosità del soggetto evaso”.

«Il ministero ha disposto un'ispezione amministrativa, a mezzo del provveditore della Sardegna, un'ispezione che è in corso e che nelle prossime ore darà i primi risultati. È stato sentito tutto il personale dell'istituto - ha aggiunto Sisto -, sono stati ispezionati i luoghi. Appena avremo le prime risposte dal Provveditore trarremo le conclusioni e saranno anche assunti i primi provvedimenti”.

 

Polizia penitenziaria: può fare le multe?

 

Intanto i sindacati della Polizia penitenziaria puntano l’indice sulla carenza di personale: Da tempo denunciamo la carenza di Personale e questo è il fattore principale che ha compromesso la sicurezza interna ed esterna nel carcere nuorese”, afferma il Segretario Generale FNS Cisl Sardegna Giovanni Villa. Che aggiunge: “Ci auguriamo che il nuovo Capo DAP tenga in considerazione la tipologia di detenuti che abbiamo in Sardegna ed indirizzi qui una nuova politica di assegnazioni che rispecchi le necessità per garantire al meglio la sicurezza all’interno e all’esterno delle nostre carceri che ospitano 41bis e A.S.. Riteniamo che questo ragionamento debba essere fatto già nell’immediato per Badu 'e Carros e successivamente per gli altri istituti con le prossime assegnazioni, compreso l’assegnazione di Direttori e Comandanti”.

 

Emanuele Concas