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24 Settembre 2026

Farouk Kassam, il sequestro che sconvolse l’Italia diventa serie tv: Marco Bocci protagonista

“177 giorni – Il rapimento di Farouk” ricostruisce la drammatica vicenda del bambino rapito in Costa Smeralda nel 1992. Sei episodi diretti da Carlo Carlei, con Filippo Papa nel ruolo di Farouk
Foto da profilo Instagram: marcoboccireal

Una delle pagine di cronaca più drammatiche vissute dalla Sardegna torna a oltre trent’anni di distanza attraverso una serie televisiva. Il sequestro di Farouk Kassam, il bambino rapito a Porto Cervo nel gennaio del 1992 e rimasto nelle mani dei suoi sequestratori per 177 giorni, sarà al centro di una nuova produzione destinata alla prima serata di Rai 1.

Il titolo, “177 giorni – Il rapimento di Farouk”, richiama proprio la durata della prigionia che tenne con il fiato sospeso l’intero Paese. La serie è composta da sei episodi, distribuiti in tre prime serate, e porta la firma alla regia di Carlo Carlei. 

A interpretare Fateh Kassam, padre del bambino, sarà Marco Bocci, mentre Antonia Desplat vestirà i panni della madre Marion Bleriot. Il piccolo Farouk avrà invece il volto di Filippo Papa, al suo debutto sullo schermo. Nel cast figurano anche Rosa Diletta Rossi, Domenico Diele, Enrico Inserra, Mauro Addis e Rose Aste. 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La fiction riporta il pubblico al 15 gennaio 1992. Farouk Kassam aveva appena sette anni quando venne portato via dalla casa di famiglia in Costa Smeralda da un gruppo di sequestratori. Cominciò allora una lunghissima attesa, fatta di indagini, trattative e appelli, mentre il caso assumeva rapidamente una dimensione nazionale. La prigionia terminò dopo quasi sei mesi con la liberazione del bambino.

La serie non si concentrerà soltanto sul sequestro e sull’attività investigativa. Il racconto intreccia infatti true crime, detection e dramma familiare, ricostruendo anche il clima dell’Italia dei primi anni Novanta, il ruolo assunto dai mezzi di informazione e la mobilitazione che si sviluppò attorno alla famiglia Kassam. Nella vicenda raccontata sullo schermo trova spazio anche Graziano Mesina, coinvolto nelle trattative per arrivare alla liberazione del bambino. 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Le riprese, iniziate nell’autunno del 2025, hanno interessato Sardegna e Campania. Tra le location isolane anche Orgosolo, scelta per alcune delle scene della produzione. 

La sceneggiatura è di Lea Tafuri, Antonio Manca e Vincenzo Marra ed è ispirata al libro “Mio figlio Farouk. Anatomia di un rapimento”, scritto da Fateh Kassam con la collaborazione del giornalista Marco Corrias. La produzione è una coproduzione Rai Fiction e Bim Produzione.

A distanza di oltre tre decenni, la storia di Farouk Kassam torna così al centro dell’attenzione nazionale: non soltanto come ricostruzione di un sequestro che segnò profondamente la Sardegna, ma anche come racconto di una famiglia e di un Paese che per 177 giorni attesero la liberazione di un bambino.

 

 

 

@Redazione Sintony News