
Tornare sui banchi il 1° ottobre, come accadeva mezzo secolo fa, per evitare di trascorrere le prime settimane dell’anno scolastico in aule soffocanti. È un’ipotesi che raccoglie un ampio consenso tra gli insegnanti coinvolti in un sondaggio realizzato da La Tecnica della Scuola e ripreso da Skuola.net: il 78,3% dei 400 docenti intervistati si è dichiarato favorevole a posticipare l’inizio delle lezioni a ottobre, anche se questo comportasse una riduzione degli attuali 200 giorni di scuola.
Una proposta che nasce soprattutto dalle temperature sempre più elevate registrate a settembre e dalle difficoltà degli edifici scolastici italiani ad affrontare il caldo. Secondo i dati ministeriali relativi all’anno scolastico 2022/2023 citati nell’indagine, la refrigerazione non sarebbe garantita in 57.350 edifici scolastici, pari al 93,55% del totale. Dati più recenti di Cittadinanzattiva indicano inoltre che soltanto il 7,42% degli edifici dispone di sistemi di condizionamento o ventilazione.
Il ritorno a ottobre rappresenterebbe, in realtà, un salto nel passato. Fino al 1976 settembre era ancora considerato un mese di vacanza per gli studenti italiani. Dal 1977 l’avvio delle lezioni venne anticipato al 20 settembre, aprendo la strada al calendario scolastico adottato negli anni successivi.

Tra gli insegnanti emergono anche soluzioni alternative. Alcuni propongono di accorciare le giornate scolastiche nelle settimane più calde, limitando le lezioni alla mattina o riducendo la durata delle singole ore. Il 59,8% dei docenti intervistati sarebbe inoltre favorevole alla didattica a distanza in presenza di un’allerta rossa per caldo, mentre il 40,3% si dichiara contrario.
Il problema principale resta però quello delle strutture. Alla domanda sulla presenza di condizionatori nella propria scuola o di interventi già programmati, 373 docenti su 400, il 93,3%, hanno risposto negativamente. Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato uno stanziamento di 20 milioni di euro destinato all’acquisto di apparecchi e dispositivi per il raffrescamento degli istituti, ma il tema delle risorse necessarie per adeguare migliaia di edifici rimane aperto.
Per il momento, dunque, nessun rinvio generalizzato dell’apertura delle scuole al 1° ottobre è stato deciso. L’ipotesi, sostenuta anche da una petizione online, alimenta però il dibattito sulla necessità di ripensare il calendario scolastico alla luce delle temperature sempre più elevate e di intervenire sugli edifici per garantire condizioni adeguate a studenti, docenti e personale.
@Redazione Sintony News