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14 Settembre 2026

Rapina a Donnarumma, nove anni al mandante: la moglie era incinta e perse il bambino 

La sentenza del tribunale di Parigi per il violento assalto del 2023 nella casa del portiere della Nazionale. Gianluigi Donnarumma fu picchiato e sequestrato insieme ad Alessia Elefante, oggi sua moglie
Foto da profilo Instagram: alessiaelefante e donnarumma

Nove anni di carcere e una multa da 80mila euro. È la condanna inflitta dal tribunale di Parigi a Ilyas Kherbouch, 21 anni, conosciuto come “Ganito”, ritenuto uno degli organizzatori della brutale rapina subita nel luglio del 2023 da Gianluigi Donnarumma e dalla sua allora compagna, oggi moglie, Alessia Elefante.

Una vicenda che torna alla ribalta a oltre tre anni dai fatti e che, durante il processo, ha fatto emergere particolari drammatici. Al momento dell'aggressione Alessia Elefante era infatti incinta. La donna venne picchiata e stretta alla gola con il cavo di un telefono nonostante avesse comunicato ai rapinatori di aspettare un bambino. La gravidanza si interruppe successivamente e, secondo quanto emerso nel procedimento, l'aborto è stato messo in relazione con lo choc provocato dall'aggressione.

Era la notte del 21 luglio 2023 quando il gruppo fece irruzione nell'abitazione parigina della coppia. Donnarumma, che all'epoca difendeva la porta del Paris Saint-Germain, e la compagna furono sorpresi nel sonno e immobilizzati. Il portiere venne colpito ripetutamente al volto mentre gli aggressori cercavano denaro e oggetti di valore.

Ancora più drammatico il trattamento riservato ad Alessia. La donna consegnò alcuni oggetti preziosi e del denaro, ma la situazione degenerò quando i rapinatori le chiesero la combinazione della cassaforte. Non conoscendola, sarebbe stata accusata di mentire e aggredita.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il commando riuscì a portare via contanti, gioielli, orologi, borse di lusso e altri beni. Donnarumma ha quantificato il valore complessivo del bottino in una cifra vicina al milione di euro, mentre nelle prime ricostruzioni erano circolate stime inferiori.

Al centro del processo è finito il ruolo di Kherbouch, accusato di aver partecipato all'organizzazione dell'assalto mentre si trovava già in carcere per altri reati. La procura aveva chiesto per lui dieci anni di reclusione; il tribunale ne ha stabiliti nove. Il giovane è stato riconosciuto colpevole di complicità nella rapina a mano armata e nel sequestro della coppia.

Diverso l'esito per Khyan M., 22 anni, indicato dall'accusa come un altro possibile organizzatore del colpo: è stato assolto. Moktar D., considerato invece uno degli esecutori materiali, ha ricevuto una condanna a cinque anni, due dei quali con sospensione condizionale.

La sentenza riporta così alla luce una delle esperienze più traumatiche vissute dal portiere della Nazionale e dalla moglie. Non soltanto per la violenza dell'assalto e per il sequestro all'interno della loro stessa abitazione, ma soprattutto per le conseguenze che quella notte avrebbe avuto sulla gravidanza di Alessia Elefante.

Donnarumma, oggi al Manchester City dopo gli anni trascorsi al Paris Saint-Germain, non era presente al processo insieme alla moglie. A più di tre anni dall'aggressione, la decisione del tribunale di Parigi rappresenta ora un primo importante passaggio giudiziario nella ricostruzione di quella notte di terrore.

 

 

@Redazione Sintony News