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12 Settembre 2026

Ungheria, stop agli animali selvatici nei circhi: il divieto scatta dal 2027

Dal primo gennaio nuove regole impediranno l’impiego di numerose specie negli spettacoli circensi: tra queste leoni, tigri, elefanti, giraffe e scimmie
Immagini da pixabay.com

L'Ungheria cambia le regole degli spettacoli circensi e dal prossimo anno dirà addio all'esibizione di numerose specie selvatiche. Dal 1° gennaio 2027 entrerà infatti in vigore una nuova normativa che introduce restrizioni molto più severe sulla presenza degli animali nei circhi.

La svolta arriva con il decreto governativo 124/2026, che interviene sulle regole per le strutture circensi e vieta, per le specie indicate dalla normativa, non soltanto l'esibizione davanti al pubblico ma anche l'acquisto, la detenzione, la riproduzione e l'addestramento.

L'elenco comprende diversi animali tradizionalmente associati agli spettacoli sotto il tendone: tra gli altri felini selvatici, elefanti, giraffe, ippopotami e foche. Le nuove disposizioni riguardano complessivamente numerosi gruppi e specie selvatiche.

Per gli esemplari appartenenti alle specie interessate dal divieto e già legalmente detenuti sono previste disposizioni specifiche: potranno rimanere nelle strutture secondo le condizioni stabilite dalla normativa, ma dall'entrata in vigore delle nuove regole non potranno più essere utilizzati nelle esibizioni.

La decisione ungherese si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha coinvolto una parte consistente dell'Europa. Austria, Belgio, Croazia, Danimarca, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito figurano tra i Paesi che hanno già introdotto, con modalità differenti, divieti o forti limitazioni all'impiego degli animali negli spettacoli circensi.

Una trasformazione che sta modificando anche il concetto stesso di circo. Sempre più compagnie hanno scelto di puntare esclusivamente sulle performance degli artisti, dalle acrobazie alla danza e al teatro, mentre altre hanno introdotto tecnologie digitali, proiezioni e ologrammi per sostituire la presenza degli animali.

La decisione di Budapest riaccende inevitabilmente il confronto anche in Italia. Il principio del graduale superamento dell'utilizzo degli animali nelle attività circensi è previsto dalla legislazione italiana, ma la sua concreta applicazione attende ancora i provvedimenti attuativi.

La legge delega 106 del 2022 aveva infatti previsto il riordino del settore dello spettacolo e la progressiva dismissione dell'impiego degli animali nei circhi. I termini per l'attuazione sono stati però rinviati più volte e l'ultima scadenza è stata spostata al 31 dicembre 2026.

Mentre l'Italia continua quindi ad attendere il completamento dell'iter normativo, l'Ungheria ha già fissato una data: dal primo gennaio del prossimo anno i tendoni dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni, segnando un altro passo verso un modello di spettacolo circense sempre meno legato all'esibizione degli animali selvatici.

 

 

 

@Redazione Sintony News