
L’estate non è ancora ufficialmente finita, ma per migliaia di bambini è già arrivato il momento di rimettere piede a scuola. Da lunedì 31 agosto, in 42 Comuni dell’Emilia-Romagna, circa 8mila alunni tra i 6 e gli 11 anni tornano negli istituti con due settimane di anticipo rispetto all’avvio ufficiale dell’anno scolastico 2026-2027.
Non si tratta, però, di una modifica del calendario scolastico né di un ritorno anticipato alle normali lezioni. L'iniziativa è una sperimentazione promossa dalla Regione per offrire una risposta concreta alle famiglie che, terminato agosto, devono riprendere il lavoro mentre le scuole restano ancora chiuse.
La partecipazione è volontaria, ma l'adesione delle famiglie è stata particolarmente elevata, tanto che in alcune realtà si sono formate liste d'attesa.
Il progetto nasce da una difficoltà che si ripresenta ogni anno: la distanza temporale tra la fine delle vacanze dei genitori e la riapertura delle scuole.
Il problema riguarda soprattutto le famiglie con bambini delle elementari, troppo piccoli per poter essere lasciati soli a casa e non sempre affidabili a nonni, parenti o altri servizi.

La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 3 milioni di euro per questa prima fase, che coinvolgerà circa 8mila bambini. L'obiettivo è utilizzare la sperimentazione come modello da estendere, a partire dall'anno scolastico 2027-2028, a tutte le scuole del territorio regionale.
Sono coinvolti gli istituti dei principali capoluoghi, tra cui Bologna, Parma, Modena, Reggio Emilia, Piacenza, Ferrara, Forlì, Ravenna, Rimini e Cesena, oltre alle scuole appartenenti a diverse Unioni di Comuni e al Nuovo Circondario Imolese.
Soltanto a Bologna saranno circa 1.700 i bambini interessati dall'iniziativa.
Per gli alunni non sarà ancora il momento di riprendere libri di matematica, grammatica e quaderni.
L'organizzazione assomiglierà maggiormente a quella di un campo scuola: saranno proposte attività sportive, laboratori, giochi e percorsi creativi. L'obiettivo è duplice: garantire alle famiglie un luogo sicuro nel quale lasciare i figli durante la giornata e permettere ai bambini di riabituarsi gradualmente agli spazi scolastici dopo la lunga pausa estiva.

Sarà anche un'occasione per ritrovare compagni e amici prima dell'effettivo ritorno sui banchi.
La sperimentazione proseguirà fino all'11 settembre, pochi giorni prima della campanella ufficiale prevista in Emilia-Romagna per martedì 15 settembre.
Il ritorno in classe avverrà in ordine sparso nel resto d'Italia. Ad aprire per prima sarà la Provincia autonoma di Bolzano il 7 settembre. Il 10 settembre toccherà a Trento, Valle d'Aosta e Veneto.
Il 14 settembre sarà la volta di Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria. Il giorno successivo, 15 settembre, partiranno Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana.
In Sardegna la campanella suonerà invece mercoledì 16 settembre, insieme ad Abruzzo e Basilicata. Gli ultimi a rientrare saranno gli studenti della Puglia, per i quali l'inizio delle lezioni è fissato al 17 settembre.
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