
L’ultima terra italiana vista da Lady Diana fu la Sardegna. L’ultimo mare nel quale si immerse, quello che circonda la Gallura. E alcune delle ultime immagini serene della principessa più amata e fotografata del Novecento hanno come sfondo il blu dell’Isola.
Sono trascorsi 29 anni dalla notte del 31 agosto 1997, quando Diana Spencer morì a 36 anni nel tragico incidente automobilistico nel tunnel dell’Alma, a Parigi. Con lei perse la vita Dodi Al Fayed, l’uomo che aveva accompagnato quella sua ultima estate e con il quale aveva trascorso proprio in Sardegna gli ultimi giorni di vacanza.
Il filo che lega Diana all’Isola, però, era cominciato molto prima.
La principessa era arrivata in Sardegna già nel luglio del 1985 insieme al principe Carlo, a bordo del Britannia, lo yacht reale britannico. Vi sarebbe tornata nel 1991, ancora con Carlo, questa volta per una vacanza più informale: sono gli anni in cui Diana è ormai una delle donne più fotografate al mondo e anche il mare della Costa Smeralda diventa scenario della sua vita privata.
Ma è l’estate del 1997 a consegnare definitivamente il nome di Lady D alla memoria della Sardegna.
Diana è ormai una donna libera. Il divorzio dal principe Carlo è stato ufficializzato l’anno precedente e la sua vita sentimentale continua a occupare le prime pagine dei giornali internazionali. In quell’estate arriva Dodi Al Fayed, figlio dell’imprenditore egiziano Mohamed Al Fayed.
Il Mediterraneo diventa il rifugio della coppia e lo Jonikal, lo yacht della famiglia Al Fayed, la loro casa galleggiante.
È proprio durante quella vacanza che nasce una delle fotografie simbolo dell’estate 1997: Diana e Dodi che si baciano sullo yacht. Lo scatto viene realizzato dal fotografo italiano Mario Brenna il 3 agosto, nelle acque dell’isola Piana, dopo che l’imbarcazione aveva lasciato Porto Cervo in cerca di maggiore tranquillità.
Quando le fotografie vengono pubblicate dalla stampa britannica, il nuovo amore di Diana diventa una notizia planetaria.
Ma Diana torna ancora una volta in Sardegna alla fine di agosto. Dal 27 al 30 la coppia naviga nuovamente nelle acque del nord-est dell’Isola, tra Porto Cervo, Tavolara e San Teodoro. Sono giorni vissuti sotto l’assedio dei fotografi, che ormai seguono ogni movimento della principessa.
A Cala di Volpe Diana viene fotografata mentre fa il bagno. Altri scatti la immortalano insieme a Dodi sulle moto d’acqua. Immagini destinate, senza che nessuno possa ancora saperlo, a diventare parte del racconto delle sue ultime ore di libertà.
Poi arriva sabato 30 agosto.
Lo Jonikal è nelle acque della Costa Smeralda. Diana e Dodi decidono di partire. La destinazione è Parigi, tappa prima del rientro previsto a Londra.
Poco prima delle 13 una Mercedes bianca raggiunge l’area dell’aviazione generale dell’aeroporto di Olbia. A bordo ci sono Diana e Dodi.
La principessa scende dall’auto. Saluta alcune persone presenti sulla pista. È elegante, con un completo grigio, apparentemente tranquilla nonostante la pressione mediatica che l’ha accompagnata durante tutta la vacanza.
Una telecamera la riprende mentre si dirige verso il jet privato della famiglia Al Fayed. Sono immagini che, dopo la tragedia, faranno il giro del mondo: tra le ultime testimonianze filmate di Diana ancora in vita ci sono proprio quelle girate all’aeroporto di Olbia.
Sale velocemente la scaletta dell’aereo. Lascia la Sardegna. Non vi farà mai ritorno.
Dalla Costa Smeralda il jet vola verso Parigi. Diana e Dodi arrivano nella capitale francese e trascorrono la serata all’Hotel Ritz, di proprietà della famiglia Al Fayed.
Fuori ci sono ancora i paparazzi.
Poco dopo la mezzanotte la coppia lascia l’albergo a bordo di una Mercedes. L’auto attraversa Parigi e imbocca il tunnel sotto il Pont de l’Alma.
Alle 00.23 circa lo schianto contro un pilastro.
Dodi Al Fayed muore sul colpo. Diana viene trasportata all’ospedale Pitié-Salpêtrière, dove i medici tentano inutilmente di salvarla. La morte viene dichiarata nelle prime ore del 31 agosto.
La notizia attraversa il mondo e provoca un’ondata di commozione senza precedenti. Davanti a Kensington Palace si accumulano milioni di fiori. Il 6 settembre Londra si ferma per i funerali e davanti alla televisione si raccoglie un pubblico planetario.
La donna che aveva trasformato il ruolo di principessa, rompendo distanze e protocolli, diventa definitivamente Lady D, la “principessa del popolo”.
La Sardegna conserva un posto particolare nella storia di Diana Spencer.
Non soltanto perché l’aveva scelta più volte come destinazione, prima insieme alla famiglia reale e poi nella sua nuova vita dopo Carlo. Ma perché proprio qui si consumarono alcuni degli ultimi giorni di quella che sarebbe diventata la sua ultima estate.
Porto Cervo, Cala di Volpe, Tavolara, San Teodoro. E infine Olbia.
Nomi che, riletti oggi, formano quasi una geografia dell’ultimo viaggio della principessa.
Il 30 agosto 1997 Diana salutò l’Isola e salì su quel jet diretto a Parigi. Il giorno successivo anche i giornali sardi che fino a poche ore prima raccontavano la sua vacanza, i fotografi appostati sulla Costa Smeralda e le immagini rubate dal mare si trovarono improvvisamente davanti a un’altra storia.
Quella della morte di Lady Diana.
@Redazione Sintony News