
Le marmotte delle Montagne Rocciose sono diventate, loro malgrado, protagoniste di una singolare campagna di raccolta fondi. Dalla fine di maggio 2026, il gruppo di ricerca che le studia pubblica su OnlyFans fotografie e filmati realizzati durante le osservazioni sul campo, attraverso un account dal nome OnlyMarms. L’obiettivo è tutt’altro che scherzoso: raccogliere risorse per evitare che venga interrotto uno studio scientifico iniziato nel 1962 e considerato uno dei più longevi al mondo.
L’account è gratuito e rigorosamente adatto a tutte le età. Le protagoniste sono le marmotte dal ventre giallo, Marmota flaviventer, osservate al Rocky Mountain Biological Laboratory, una stazione di ricerca senza scopo di lucro situata nei pressi di Crested Butte, in Colorado.
Gli utenti possono lasciare una mancia sotto le fotografie e i video realizzati sul campo. All’inizio di agosto, UCLA riferiva che il profilo aveva già attirato migliaia di visitatori e raccolto circa 6.000 dollari, prima della quota del 20% trattenuta dalla piattaforma. La parte curiosa dura più o meno il tempo necessario per pronunciare “marmotte su OnlyFans”. Poi arrivano i numeri, che spiegano perché questa storia sia molto più seria del suo titolo.
Il progetto è stato avviato nel 1962 dall’ecologo Kenneth Armitage, dell’Università del Kansas, che lo ha diretto fino al 2001. Da allora, la gestione quotidiana è passata a Daniel Blumstein, professore di Ecologia e biologia evoluzionistica alla UCLA, oggi affiancato da Julien Martin dell’Università di Ottawa. Secondo UCLA, si tratta del secondo studio più lungo al mondo condotto su mammiferi identificati individualmente.
Ogni esemplare può essere riconosciuto e seguito nel corso degli anni. Gli studiosi ne osservano il comportamento, le relazioni sociali, la sopravvivenza, la riproduzione, lo stato di salute e la risposta alle condizioni ambientali.
È proprio questa continuità a rendere tanto prezioso il progetto. Il Marmot Project ricorda che una normale indagine ecologica dura spesso due o tre anni, mentre una marmotta selvatica può vivere fino a 16 anni. Per comprendere che cosa accade a una popolazione nell’arco di più generazioni, quindi, tre estati di osservazioni possono essere insufficienti.
In oltre sei decenni, questa straordinaria sequenza di dati ha consentito di analizzare i cambiamenti nella consistenza delle popolazioni, gli effetti delle condizioni ambientali, le dinamiche evolutive, la longevità, le conseguenze delle difficoltà affrontate nei primi anni di vita e persino il rapporto tra socialità e sopravvivenza.
Una serie storica di questo genere presenta, però, anche un limite inesorabile: un anno perso non può essere recuperato. Nel 2027 non sarà possibile tornare indietro e chiedere alle marmotte che cosa abbiano fatto durante l’estate precedente.
OnlyMarms è nato alla fine di maggio, quando la National Science Foundation, principale agenzia federale statunitense per il finanziamento della ricerca scientifica di base, ha deciso di non proseguire il sostegno economico al progetto. UCLA presenta esplicitamente l’apertura del profilo come una risposta alla perdita di quei fondi.
Su questo punto, tuttavia, è necessario evitare una scorciatoia interpretativa. Il caso si inserisce in una fase particolarmente difficile per la ricerca universitaria statunitense durante la seconda amministrazione Trump, ma la mancata prosecuzione di questo specifico finanziamento non dimostra, da sola, che il Marmot Project sia stato cancellato direttamente a seguito di una decisione politica della Casa Bianca.
Nel 2025 UCLA ha attraversato una massiccia sospensione dei finanziamenti federali. Ad agosto, il rettore Julio Frenk stimava in circa 584 milioni di dollari i fondi extramurali sospesi o a rischio. Il governo federale indicava tra le motivazioni accuse di antisemitismo e discriminazione, mentre l’università contestava la decisione e sosteneva che il blocco delle attività di ricerca non affrontasse quelle contestazioni.
Una parte consistente di quelle risorse, compresi i finanziamenti NSF sospesi a UCLA, è stata successivamente ripristinata in seguito agli interventi dei tribunali. Racchiudere tutti questi episodi sotto un’unica voce, quella dei “tagli”, renderebbe la vicenda più semplice, ma anche molto meno precisa.
La tensione sui finanziamenti destinati alla ricerca scientifica americana, comunque, è stata tutt’altro che immaginaria. La stessa amministrazione della ricerca di UCLA segnalava nell’aprile 2025 oltre mille sovvenzioni NSF terminate in due successive ondate. Pochi mesi più tardi risultavano temporaneamente sospesi circa 300 grant della sola UCLA.
A occuparsi concretamente di OnlyMarms è Emily Renkey, dottoranda nel laboratorio di Blumstein. I filmati realizzati durante il lavoro sul campo vengono accompagnati da spiegazioni sul comportamento degli animali: interazioni sociali, richiami d’allarme e strategie adottate per evitare i predatori.
La raccolta di denaro si è trasformata così anche in uno strumento di divulgazione particolarmente efficace. Forse perché un grafico sulla demografia animale parte svantaggiato quando deve competere per l’attenzione del pubblico con una marmotta chiamata Jamba Juice.
Le somme raccolte sono utili, ma UCLA sottolinea con chiarezza un limite: il crowdfunding non può sostenere da solo un’attività sul campo di queste dimensioni. Sono necessarie persone, attrezzature, campagne di osservazione e cattura, oltre alla raccolta e alla gestione delle informazioni. Per questo il gruppo continua a chiedere contributi anche attraverso il fondo ufficiale dell’università.
Letizia Demontis