
Per gli studenti sardi l’estate si avvia verso la sua fase conclusiva e si avvicina il momento del rientro in classe. In Sardegna la prima campanella dell’anno scolastico 2026-2027 suonerà mercoledì 16 settembre 2026, quando riprenderanno le attività didattiche per gli alunni di tutte le scuole, dall’infanzia alle superiori. La data è stata stabilita dalla Giunta regionale nel calendario scolastico approvato lo scorso aprile.
L’Isola sarà tra le ultime regioni italiane a inaugurare il nuovo anno scolastico. I primi a rientrare saranno gli studenti della provincia autonoma di Bolzano, il 7 settembre, mentre il 17 settembre toccherà alla Puglia. Il 16 settembre, insieme alla Sardegna, riprenderanno le lezioni anche in Abruzzo e Basilicata.
A settembre sono attesi nelle scuole sarde circa 166mila alunni, sulla base dei dati relativi alle preiscrizioni diffusi a maggio. Il totale comprende 17.880 bambini della scuola dell’infanzia, 45.972 della primaria, 34.296 della secondaria di primo grado e 67.894 studenti delle superiori.

Il quadro numerico evidenzia, tuttavia, anche una tendenza demografica ormai strutturale. Nell’arco di otto anni la popolazione scolastica dell’Isola si è ridotta di oltre 35mila unità. Per l’anno scolastico 2026-2027, rispetto ai dodici mesi precedenti, è previsto un ulteriore calo di 5.591 alunni.
Un altro dato, fornito dall’Ufficio scolastico regionale, restituisce con immediatezza la portata della trasformazione: gli studenti erano 212.047 nel 2014-2015, mentre sono scesi a 171.387 nel 2025-2026, con una diminuzione complessiva di circa il 19%. L’ultima giornata di lezione sarà martedì 8 giugno 2027. Fa eccezione la scuola dell’infanzia, dove le attività proseguiranno fino al 30 giugno 2027.
Il calendario regionale prevede complessivamente 204 giorni di attività didattica, che diventano 203 qualora la festività del Santo Patrono cada durante una giornata di lezione. Le singole istituzioni scolastiche, nell’ambito della propria autonomia, potranno comunque adeguare il calendario alle esigenze specifiche del territorio.
Per le famiglie che stanno già programmando il prossimo anno scolastico, queste sono le principali date da segnare:
A queste date si aggiungono le festività nazionali e la giornata dedicata al Santo Patrono, qualora ricada nel periodo delle lezioni. Ogni Consiglio d’istituto dispone inoltre di due giornate di sospensione, che diventano una nel caso in cui la festa patronale coincida con una giornata scolastica.

La ripresa delle attività a settembre arriva dunque in un contesto che va oltre il semplice calendario scolastico: la Sardegna continua a fare i conti con la diminuzione della popolazione studentesca.
La contrazione degli iscritti ha già prodotto conseguenze sulla rete degli istituti e sulla presenza dei plessi nei territori più fragili. Secondo i dati dell’Ufficio scolastico regionale, nell’anno 2025-2026 erano attive 187 pluriclassi, concentrate soprattutto nelle aree interne dell’Isola: 147 nella primaria e 40 nella secondaria di primo grado.
Si tratta di uno degli effetti più evidenti dello spopolamento. La riduzione del numero di bambini e ragazzi comporta infatti gruppi sempre meno numerosi e, in alcuni centri, rende necessario riunire nella stessa classe alunni di età differenti per garantire la permanenza dei presidi scolastici sul territorio.
@Redazione Sintony News