
La festa dell’Argentina per la conquista della finale dei Mondiali rischia di trasformarsi in un caso disciplinare. Al termine della vittoria in rimonta per 2-1 contro l’Inghilterra, alcuni giocatori dell’Albiceleste hanno celebrato il successo con uno striscione recante la scritta “Le Malvinas sono argentine”, rilanciando una delle questioni geopolitiche più controverse tra Buenos Aires e Londra.
A mostrare il messaggio sul terreno di gioco del Mercedes-Benz Stadium di Atlanta sono stati, tra gli altri, Giovani Lo Celso e Nicolas Otamendi, mentre la squadra festeggiava sotto il settore occupato dai tifosi argentini. Un gesto che potrebbe ora attirare l’attenzione della FIFA, il cui regolamento vieta l’esposizione di messaggi politici o ideologici durante le competizioni ufficiali.
🇦🇷 Argentine footballers holding up a banner: "The Malvinas Islands (Falklands) belong to Argentina." pic.twitter.com/53PCetsxyX
— Football Tweet ⚽ (@Footballtweet) July 15, 2026
La disputa sulle isole Falkland, chiamate Malvinas dagli argentini, resta infatti un tema estremamente delicato. Situato nell’Atlantico meridionale, l’arcipelago è amministrato dal Regno Unito dalla conclusione della guerra del 1982, ma continua a essere rivendicato dall’Argentina. Lo scorso aprile anche il presidente Javier Milei aveva ribadito la posizione del suo Paese, definendo la sovranità sulle isole “non negoziabile” e utilizzando lo stesso slogan apparso sullo striscione.
Il conflitto del 1982 rappresenta ancora una ferita aperta per entrambe le nazioni. La guerra, combattuta tra aprile e giugno di quell’anno dopo l’invasione argentina dell’arcipelago, costò la vita a 255 militari britannici, 649 soldati argentini e tre civili, lasciando un’eredità politica e diplomatica che continua a influenzare i rapporti tra i due Paesi.
Dal punto di vista sportivo, la FIFA potrebbe aprire un procedimento disciplinare qualora ritenga che il gesto costituisca una manifestazione politica. Le sanzioni previste dal Codice disciplinare vanno dal semplice richiamo alle multe economiche, fino a eventuali provvedimenti nei confronti di giocatori o federazioni.
LAS MALVINAS FUERON, SON Y SIEMPRE SERÁN ARGENTINAS.
— Javier Milei (@JMilei) April 24, 2026
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I precedenti fanno però pensare a una soluzione meno pesante. Ai Mondiali del 2018, Granit Xhaka e Xherdan Shaqiri furono sanzionati con una multa per l’esultanza con il simbolo dell’aquila bicefala albanese dopo la sfida contro la Serbia, senza conseguenze sul piano sportivo. Anche l’Argentina aveva già affrontato una situazione simile nel 2014, quando alcuni giocatori posarono con uno striscione identico prima di un’amichevole contro la Slovenia: in quell’occasione la Federazione argentina fu multata con una sanzione di 30 mila franchi svizzeri.
Per questo motivo, qualora venisse aperta un’indagine, lo scenario più probabile resta quello di una sanzione economica, senza ripercussioni sulla finale mondiale che vedrà l’Argentina affrontare la Spagna.
@Redazione Sintony News