
La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi di reclusione nei confronti di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, nel Cuneese, coinvolto nel caso che da oltre cinque anni alimenta il dibattito sul tema della legittima difesa. I giudici hanno confermato la sentenza emessa in appello, respingendo il ricorso della difesa e accogliendo le conclusioni della Procura generale. Il commerciante, 72 anni, ha annunciato che si costituirà in carcere già nelle prossime ore.
I fatti risalgono al 28 aprile 2021, quando tre uomini armati fecero irruzione nella sua gioielleria. Dopo essersi impossessati del bottino, i rapinatori uscirono dal negozio e tentarono di allontanarsi. Roggero li inseguì all’esterno e sparò con una pistola regolarmente detenuta, colpendo mortalmente Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli e ferendo il terzo componente del gruppo, Alessandro Modica.
Nel corso dell’intero iter giudiziario, il nodo centrale è stato stabilire se la reazione del gioielliere potesse essere considerata legittima difesa. La Procura ha sempre sostenuto che, al momento degli spari, il pericolo fosse ormai cessato, contestando a Roggero il duplice omicidio volontario e il tentato omicidio. Una tesi condivisa dai giudici, che hanno escluso l’applicabilità della legittima difesa ritenendo conclusa l’azione criminosa quando i rapinatori stavano già fuggendo.
In primo grado, nel dicembre 2023, la Corte d’Assise di Asti aveva inflitto una condanna a 17 anni di carcere. La pena è stata successivamente ridotta a 14 anni e 9 mesi dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino, che ha confermato però la responsabilità penale dell’imputato. Una decisione ora diventata definitiva con il pronunciamento della Cassazione.
Nelle motivazioni depositate quest’anno, i giudici hanno ribadito che mancava il requisito dell’attualità del pericolo previsto dall’articolo 52 del Codice penale: secondo la Corte, i rapinatori avevano già lasciato il negozio e stavano cercando di allontanarsi in auto, circostanza che escludeva la possibilità di invocare la legittima difesa.
Poco prima di costituirsi in carcere, Roggero ha affidato ai social un videomessaggio in cui ha salutato i propri sostenitori e ha chiesto loro di continuare a battersi per una riforma delle norme sulla legittima difesa e contro la criminalità. Alla sua vicenda è intervenuto anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha definito la condanna ingiusta e ha annunciato di sostenere la richiesta di grazia per il gioielliere.
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