
Con la fine dello sconto temporaneo sulle accise, fare rifornimento in Sardegna è diventato sensibilmente più costoso. In appena dodici giorni, dal 3 al 15 luglio, il costo di un pieno di gasolio è aumentato di quasi 7 euro, mentre per la benzina l’incremento sfiora i 5 euro. A lanciare l’allarme è l’Unione Nazionale Consumatori, che evidenzia come i rincari stiano pesando sempre di più sui bilanci di famiglie e automobilisti.
Secondo i dati diffusi dall’associazione sulla base delle rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del gasolio nell’Isola ha raggiunto i 2,028 euro al litro, superando la soglia psicologica dei due euro. Un valore tra i più alti d’Italia, preceduto soltanto da Bolzano, Sicilia e Friuli-Venezia Giulia.

A incidere sull’aumento è soprattutto la conclusione della misura straordinaria introdotta dal Governo per attenuare gli effetti della crisi in Iran, che prevedeva una riduzione di cinque centesimi al litro sulle accise, pari a 6,1 centesimi considerando anche l’Iva. Terminato il provvedimento, i prezzi hanno ripreso rapidamente la loro corsa.
In Sardegna, secondo le elaborazioni dell’Unione Nazionale Consumatori, il rincaro registrato tra il 3 e il 15 luglio equivale a 6,80 euro in più per un pieno di gasolio e a 4,90 euro per uno di benzina.
L’associazione dei consumatori invita ora l’esecutivo a intervenire nuovamente. Il presidente Massimiliano Dona ritiene infatti che, considerato il permanere delle tensioni in Medio Oriente e l’andamento delle quotazioni del petrolio, sia necessario ripristinare lo sconto sulle accise per limitare l’impatto degli aumenti su cittadini e imprese.
@Redazione Sintony News