
Una profonda riorganizzazione per affrontare la crisi del settore automobilistico. È questo lo scenario che si profila per Volkswagen, che secondo il quotidiano tedesco Bild starebbe preparando un piano di ridimensionamento senza precedenti, con la possibile eliminazione di circa 120 mila posti di lavoro a livello mondiale.
Le indiscrezioni fanno riferimento a un documento interno denominato "Visione Obiettivo 2030", nel quale il management descriverebbe la situazione del gruppo come critica, indicando la necessità di una drastica riduzione dei costi per rilanciare l'azienda. Il numero degli esuberi sarebbe superiore di circa 20 mila unità rispetto alle precedenti stime circolate nelle scorse settimane.
Il piano, che dovrà essere illustrato dall'amministratore delegato Oliver Blume al consiglio di sorveglianza, prevederebbe anche la progressiva chiusura di quattro impianti produttivi tedeschi: Hannover, Emden, Zwickau e Neckarsulm, con un calendario che si estenderebbe tra il 2031 e il 2034.
La riduzione dell'organico dovrebbe avvenire principalmente attraverso pensionamenti anticipati, incentivi all'uscita volontaria, ricollocazioni e riorganizzazioni societarie. Tuttavia, la bozza contemplerebbe anche una revisione delle attuali garanzie occupazionali, aprendo così un confronto con le organizzazioni sindacali.
Alla base della ristrutturazione ci sarebbero il calo delle vendite, la riduzione degli utili e la contrazione dei flussi di cassa. Nel 2025 Volkswagen ha consegnato circa nove milioni di veicoli nel mondo, quasi il 20% in meno rispetto ai livelli del 2019, risentendo soprattutto della flessione del mercato cinese.
Oltre ai tagli occupazionali, il progetto ipotizzerebbe una profonda revisione dell'assetto societario del gruppo, con la separazione delle attività automobilistiche e della divisione componenti in società distinte e una holding più snella, pensata per velocizzare i processi decisionali e ridurre i costi operativi.
Le indiscrezioni hanno già provocato una forte reazione dei lavoratori. Il sindacato IG Metall ha organizzato manifestazioni in numerosi stabilimenti del gruppo, coinvolgendo anche dipendenti di Audi, Porsche, MAN e delle altre società controllate.
La presidente del sindacato, Christiane Benner, ha criticato duramente l'ipotesi di nuovi licenziamenti, ricordando come i lavoratori abbiano già sostenuto importanti sacrifici negli ultimi anni. Dello stesso avviso anche Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica di Volkswagen, secondo la quale il susseguirsi di indiscrezioni sta alimentando un clima di forte incertezza tra i dipendenti.
Nel frattempo, il governo della Bassa Sassonia, principale azionista pubblico del gruppo, ha preso le distanze dalle indiscrezioni relative a possibili accordi sulle chiusure degli impianti, smentendo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore e confermando l'intenzione di difendere il maggior numero possibile di posti di lavoro.
@Redazione Sintony News